Archive del 9 ottobre 2009
Voto utile
Manca una manciata di mesi alle elezioni, Pizza compresa. Molti si dicono indecisi. Molti non si esprimeranno. Eppure si possono fare delle anticipazioni abbastanza condivisibili. A ruoli interscambiabili, il PDL e il PD, costituiranno pressochè il governo e l’opposizione; pilota e navigatore, alla guida di una rotta tracciata da un quindicennio a questa parte. Rotta che, nonostante le troppe storture emerse oramai a chiare lettere, non ha subito decise correzioni di sorta. Anche alla luce del “porcellum” e della “par condicio”, peraltro visibilmente violata, non credo illogico affermare che nessun altro schieramento, compreso quello del non-voto, abbia la possibilità di mutare tale previsione. Nonostante questo succeda, il chiedere abusato di un fantomatico “voto utile” non puo’ e non dovrebbe avere posto alla luce di un Costituzione nazionale, per ora ancora garante dell’egual valore e dignità della libertà di espressione, soprattutto nell’ambito dell’espletamento di un diritto istituzionale fondamentale di un Cittadino.
Ispica Udc: i tempi sono maturi per ricreare il partito
Ieri venerdì 8 ottobre alle ore 18 , nei locali dell’UDC di Ispica si è svolta l’ennesima riunione tra i rappresentanti delle istituzioni : regionali, provinciali e locali. Rifacendoci all’attuale situazione politica, si evince la totale latitanza del partito i cui dati dicono chiaramente e reiteratamente che è stato bocciato dalle urne (Europee, Amministrative, Referendum). L’’UdC in Provincia di Ragusa è ai suoi minimi storici sia in termini di valori assoluti e sia in termini % e ciò malgrado avesse per l’Europee il candidato locale. A Modica sua roccaforte tradizionale siamo ad una vera e propria ecatombe basta leggere che nel 2004 un Modicano su tre (34,7 %) votava Udc e nel 2009 questo rapporto scende ad 1 su 10 con il 13,4 %. La situazione locale del partito ha sofferto la mancanza di indirizzo da parte della dirigenza provinciale che in questa occasione si è presentata con l’On. Orazio Ragusa, al quale diamo atto della sua crescita politica in termini di aggregazione e di Leggi il resto di questo articolo »
Funambolica MPA?
Con la nomina di commissario regionale del Mpa del sen. Enzo Oliva , la Consigliera Gregni ritrova il suo vecchio idolo quale supporto necessario a portare avanti il suo sogno nel cassetto, a patto che rimanga l’unica esecutrice della volontà del neo coordinatore regionale in predicato, così come ebbe a dichiarare in un vecchia sua intervista. L’occasione è ghiotta per farsi nominare commissario della sezione locale di Ispica e finalmente gestire con autorevolezza lo squinternato MPA ispicese. Potremmo vederne delle belle se si decide di far scendere in campo con lista di partito la signorina Gregni candidata a Sindaco di questa città. Al di là delle personali considerazioni vediamo bene, come più volte auspicato fra le pagine di Siciliasud, il sindaco donna per tutte le caratteristiche costruttive quanto riflessive della categoria femminile. Potrebbe essere la volta buona che il corollario del Mpa cittadino si rendesse conto che non tutti i generali, senza esercito, possono aspirare alla poltrona di primo cittadino ispicese, facessero, quindi, un paasso indietro la sciando spazio al consigliere uscente. Lo scollamento di Leggi il resto di questo articolo »
Una diarchia forzista con Alfano-Miccichè
Da Alfano ad Alfano, nove mesi dopo. Da Micciché a Micciché, quattro anni più tardi. L’ ultimo e il penultimo coordinatore di Forza Italia in Sicilia di nuovo a braccetto. Una pax imposta da Berlusconi, che ha chiesto ai due suoi pupilli così spesso in lite di traghettare il partito verso il Pdl. (segue dalla prima di cronaca) La decisione è stata presa giovedì sera, in un vertice a Palazzo Grazioli. Il Cavaliere si è fatto attendere, il sottosegretario ne ha approfittato per assistere, dalla tv piazzata nella cucina dell’ abitazione del presidente del Consiglio, alla sfida di coppa Uefa con la Fiorentina. Poi Micciché è passato in salone a incassare la sua personale rivincita: il fondatore di Forza Italia in Sicilia, ormai divenuto leader di una corrente di minoranza e uscito a pezzi l’ anno scorso dal tentativo di salire a Palazzo d’ Orleans, torna sul ponte di comando del partito, seppure insieme a un Alfano che dovrà faticare per trovare spazi liberi nella sua agenda di Guardasigilli. Ma tant’ è: solo di loro si fida Berlusconi. Il Cavaliere, ormai spazientito per le divisioni e le non infrequenti risse dentro la corazzata forzista isolana, ha scelto la coppia, anziché puntare – come sembrava – sul tris: al termine di un precedente incontro – stessi protagonisti – a Palazzo Grazioli, l’ ipotesi filtrata era quella di una reggenza già proiettata sul Pdl, da affidare a Micciché, a Dore Misuraca e, per An, a Giuseppe Scalia. Ma a quel punto era scattato il gioco dei veti, soprattutto nei confronti di Micciché, visto da una consistente fetta del partito (il presidente del Senato Renato Schifani, Giuseppe Castiglione, Innocenzo Leontini) come fumo negli occhi. I rumors raccontano che lo stesso Alfano avrebbe fatto un tentativo, sino all’ ultimo, per piazzare nella terna un uomo di Micciché meno ingombrante del sottosegretario stesso: ovvero Pippo Fallica. Alla fine Berlusconi ha deciso di scommettere sulla convivenza, a occhio non facilissima, fra il passato e il presente, fra colui che è stato il padre-padrone di Forza Italia in Sicilia per 10 anni e l’ allievo che ha scalato rapidamente tutte le tappe, da giovane capogruppo all’ Ars a ministro della Giustizia. La scelta di Berlusconi di affidarsi all’ usato sicuro di certo non fa impazzire di gioia l’ ala Schifani e lascia nel limbo degli scontenti Misuraca, per mesi indicato dai big del partito come successore in pectore di Alfano e poi pronto ad “accontentarsi” del ruolo minore di triumviro. Tutto da rifare, per lui, magari quando si decideranno i giochi per la poltrona che più conta, ai vertici del nuovo Pdl. Ma sono mutati, gli equilibri forzisti. E sono in repentina evoluzione. La decisione di Berlusconi, resa ufficiale solo in serata con una nota, consegna ad Alfano e Micciché «la fase di passaggio da Forza Italia al Popolo della Libertà in Sicilia». Significa che non solo fino al congresso nazionale, ma almeno fino all’ assise regionale del nuovo partito, la strana coppia gestirà, alla pari, la forza di (ampia) maggioranza nell’ Isola. A festeggiare, ieri, non solo gli uomini di Micciché ringalluzziti dal ritorno in auge del loro leader, ma anche gli esponenti dell’ Mpa: l’ ex presidente dell’ Ars, dentro il Pdl, è da tempo la figura più vicina a Raffaele Lombardo. Soddisfatti i due nuovi coordinatori: «Sono convinto che insieme a Micciché si potrà svolgere quel lavoro che serve a rendere più forte il Pdl e la coalizione in Sicilia, in un clima di collaborazione e di amicizia», dice Alfano. «La ripresa di un’ azione forte del governo della Regione – aggiunge Micciché – è un preciso dovere di chi ha vinto le elezioni e sono sicuro che tutto il Pdl troverà una coesione che avrà immediati risvolti positivi». e. la. – EMANUELE LAURIA




