Archive del 10 settembre 2009
I partiti cedono il passo? E le correnti si fanno da parte?
Pare proprio di sì, a giudicare da ciò che succede nel Popolo della Libertà. Lo Statuto di quel partito vieta le correnti. E i partiti non possono chiamarsi che partiti. E allora ecco l’escamotage, il progetto. Che cosa è un progetto, non occorre spiegarlo. E’ un proposito ben descritto nei tempi e nei criteri di attuazione. Il progetto viene proposto da alcuni, che lo firmano e lo sottopongono ad altri soggetti preposti, incaricati di esprimere un giudizio. Del progetto, generalmente, si conosce l’idea chiave. Se vuoi abbattere il precariato e presenti un progetto, basterà indicarlo sinteticamente come “progetto per la fine del precariato”. Se si tratta di una questione scientifica, sarà il progetto per la sostituzione delle lampade a petrolio e così via. Questo nella realtà di tutti i giorni, nei luoghi in cui si studia, si analizza, si discute sulla base di elementi oggettivi. Ma negli ambienti politici, tutto questo non esiste, o quasi. E allora il progetto non ha altro che se stesso. Il progetto viene intestato a chi lo propone, come avviene fuori dal perimetro della politica, ma fama per il resto naviga in solitario e talvolta riesce a fare regate transoceaniche senza che alcuno l’abbia mai visto. Il progetto risponde ad una esigenza pratica, quella di accogliere le correnti senza chiamarle correnti. Ecco perché è stato inventato nel Popolo della Libertà, il cui Statuto vieta le correnti. Ci sono gruppi, di sicuro, come i lealisti ed i finiani, o gli autonomisti berlusconiani, ma non sono organizzati, sono solo “intestati”. Lo stesso accade per il progetto, se l’intesta un leader ed è tutto a posto. Inutile pretendere che il progetto sia spiegato perché il progetto è un contenitore, nient’altro che un contenitore. Leggi il resto di questo articolo »
L’uomo giusto del PD
Il candidato del Pd alla carica di Sindaco della città di Ispica sarà onorato di ricevere l’investitura e sarà orgoglioso che a dargliela saranno migliaia di cittadini e non venti, trenta, dieci persone cosiddette influenti in una stanza. E terrà fede in modo rigoroso al proprio modo di essere. Faremo della politica un servizio, agiremo in piena coscienza, aiuteremo sempre prima i più deboli. Il Comune di Ispica sarà all’avanguardia nel welfare. Questo sarà un aspetto della nostra identità civica, oseremmo dire del nostro modo di concepire l’amministrazione, non possiamo abbandonarlo in un’epoca di “vacche magre”. Ai gruppi di persone svantaggiate, anzi, si aggiungono oggi le famiglie espulse dal circuito produttivo. Che vanno sostenute concretamente, sollevandole da una parte dei costi dei servizi comunali. Non avremo tanti soldi, ma tutti quelli che avremo disponibili glieli metteremo. Dobbiamo compattare la struttura della società ispicese con forti iniezioni di solidarietà, se no rischieremo di perdere per strada pezzi di capitale sociale. Il nostro uomo è previsto che faccia il “passatore”. Intendiamoci. Non quello con il fucile e la mantellina: il “passatore” nel senso che c’è una generazione che non ha e non avrà il lavoro sicuro, né le pensioni, né i genitori ancor giovani a tenere i piccoli; c’è una generazione che pagherà duramente gli effetti strutturali di questa pesante crisi ciclica, Trasferiremo su questa generazione tutti i nostri costi e tutte le nostre diseconomie, e pretenderemo che stia zitta e buona, perché è economicamente debole e quindi ricattabile. Siamo delle carogne. Ebbene questa generazione, che non è la nostra, occorre intuire oltre la siepe, come nel 1860, il principe di Salina del Gattopardo, intuì che il destino era nelle mani del giovane nipote Tancredi, non nelle sue -: questa generazione, intrisa di energie e di talenti compressi, e nella quale è presente uno stupefacente, sontuoso protagonismo femminile, dovrà essere portata – come in ogni democrazia che si rispetti – alla guida della cosa pubblica. Rapidamente. Leggi il resto di questo articolo »
Mantenere il potere
Nel lontano 1994; Berlusconi e la sua truppa sono saliti al potere. In Iran il governo ha utilizzato poi, le forze armate per mantenere il potere, in Italia, invece, è stato sufficiente modificare la legge elettorale. In un colpo solo è scomparsa l’opposizione (la sinistra, i verdi e i radicali sono praticamente scomparsi dal panorama politico) ed è stato possibile far sedere in parlamento personaggi che nessuno di noi ha mai votato e che nessuno di noi avrebbe mai votato se non ci fosse l’attuale legge. Possiamo affermare che quello attuale è un governo che non rappresenta e non ha mai rappresentato il popolo italiano, né di destra né di sinistra. Quindi un governo di regime democratico. Un regime che si rispetti deve avere i suoi morti innocenti no? In Iran è cosi, a Cuba anche ecc…E in Italia? In Italia non è più cosi, non ci sono più morti ammazzati, ma ne abbiamo avuti migliaia e migliaia e non è un segreto. Tutti sanno che questa attuale classe politica è nata dalle stragi degli anni ‘90,
Primi conti sull’imbroglio federalista ; Sicilia a rischio bancarotta
Il Federalismo fiscale sarà un’occasione per mettere all’angolo il meridione d’Italia e i meridionali,lo si sapeva già dalle premesse. Ma ancora la legge è fumosa e le promesse di “perequazione” sono la caramellina per tener buoni i gonzi. Nei fatti, si tratterà semplicemente di un gigantesco spostamento di soldi dal Sud al Nord. Per questo terremo monitorato lo sviluppo legislativo della faccenda ma una cosa è certa; tutti i politici e i cittadini meridionali che si sono messi con Bossi e questa sua trovata,seguendo i suoi alleati Berlusconi e Fini, avranno sorprese amare quando si renderanno conto che stanno contribuendo a seppellirci. Si parte dalla Sicilia,dove questo studio sostiene che la Sicilia rischia di trovarsi in bancarotta per la mancanza di miliardi di euro. Scommettiamo che non sarà solo lei?
Libera Chiesa in libero Stato
Un’onda “neoguelfa” sta scuotendo il Paese. Dal cuore del Medio Evo, torna a rivivere quel movimento di idee che attribuisce alla figura del Papa l’esercizio di una specie di protettorato “super partes” nei confronti della vita civile italiana, fino a fare del Magistero della Chiesa l’unico custode dell’unità morale della nazione. Campione di questa “rinascita”, oggi, è Giuliano Ferrara che, forse della sua “laicità religiosa”, ha saputo unire il mondo snob e radical-chic “riformista” ed il populismo mediatico, che gli offre la presenza in televisione e sulla carta stampata. Da Marx al Papa, passando per Berlusconi, questo il tragitto cultural-politico del’ex comunista. Niente di nuovo sotto il sole. La storia del nostro Paese, ciclicamente, torna ad essere percorsa da questo desiderio di ritorno nelle “braccia della Chiesa”. Mentre il mondo si evolve verso uno Stato libero e moderno, l’italia torna ad essere una parrocchia. Nel nostro Paese, a causa della secolare presenza di due Sovrani, esiste la sensazione che l’Italia soffra di inferiorità e di incapacità a farcela da sola. Per cui, i politici hanno la tendenza a porre le sorti dello Stato nelle mani di una entità più grande e più salda, di quanto possono essere le istituzioni civili: Santa Romana Chiesa. In pratica, il nostro Paese soffre di quel complesso di subornazione ideologico, che lo porta nei momenti di crisi a rinunciare alla propria sovranità ed alla propria identità nazionale, e ad affidarsi al “Popolo di Dio”.Questo deriva dal degrado della nostra cultura politica e dell’etica pubblica. Per capirci meglio, la Chiesa Cattolica, grazie al falso di Costantino, divenne “religione di Stato”, e lo spirito greco-romano, simbolo della civiltà e di carattere politico, fu “sostituito” con una leggenda. In questo declinare di antiche virtù, si inserisce l’influenza neo-guelfa. Quando lo stato non è più in grado di gestirsi da solo, si ricorre alla soluzione di delegare alla Chiesa ed alla ua dottrina la responsabilità di governo. Soltanto troncando questo cordone ombelicale che, da secoli condiziona l’Italia, potremo finalmente tornare ad essere una re pubblica, governata dalle leggi e dal “mos maiorum” e non da fondamentalismi.




