Archive del 11 settembre 2009
Comunicato stampa
Incontro ieri sera dell’MpA di Ispica alla presenza dell’On. Riccardo Minardo, del commissario cittadino, avv. Gianni Mavilla, del consigliere comunale Annamaria Gregni, e del gruppo di lavoro del Movimento per le autonomie. Il gruppo dirigente dell’Mpa ha tracciato la rotta per le prossime amministrative, e presto si adopererà per la costituzione delle proprie liste individuando una possibile candidatura a sindaco di Ispica. Il trend positivo di crescita nei consensi e l’interesse da parte dei giovani sono fattori importanti per cui l’attività dell’Mpa in città sarà sempre più incisiva, concreta e capillare nel territorio. Nel corso dell’incontro è emersa l’intesa forte tra i presenti che porta a seguire la linea del partito che è sempre espressione delle esigenze della collettività dove lo spirito costruttivo del Movimento ad Ispica porta alla responsabilità di risolvere le problematiche del territorio stando sempre vicino alla gente ed è importante in questo senso, è stato ribadito, Leggi il resto di questo articolo »
ALTRI REPERTI GRECO-ROMANI AL PORTO ULISSE DI ISPICA
E’ di questi giorni la notizia del recupero nel mare di Porto Ulisse di Ispica di reperti greco-romani da parte dei carabinieri della motovedetta d’altura di stanza a Pozzallo, collaborati dai militari del Nucleo Subacquei Carabinieri di Messina e dai colleghi del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico di Siracusa. Leggi il resto di questo articolo »
nulla di nuovo sotto al sole!
Si racconta in una rivista regionale l’ira della moglie del Presidente Francesco Crispi la quale in una veemente missiva inviata al segretario particolare del Presidente lo invitava (ma più che un invito era un preciso e minaccioso ordine) di “ … smettere di portare puttanelle al Presidente altrimenti con un calcione in … quel posto, lo avrebbe fatto allontanare dalla squadra presidenziale” Non vanno poi dimenticati altri episodi di quasi tutti i politici in auge e che fecero più che incavolare l’opinione pubblica, la fecero sorridere maliziosamente. Adesso, poi, una volta che si è disturbato l’alveare … le api sono in virulente allerta per cui alcune testate hanno pubblicato notizie e, pare, relazioni inconfutabili su altri uomini poltici di vari schieramenti. Tutto sembra dire che il potere esercita un fascino sulle donne e che i politici … non disdegnano di profittarne a piene mani. Unico caso di accordo interpartitico in Italia! Perciò non capiamo come mai l’affaire “papi Berlusca” abbia sollevato tanto polverone. Qualcuno ha azzardato che in effetti i nuovi scandali nati in questi ultimi giorni altro non sono che il frutto di accordi trasversali per destabilizzare personaggi politici alquanto scomodi.
La mutata geografia politica
Negli ultimi mesi all’interno della mutata geografia dei partiti, indotta da una legge elettorale che allontana i cittadini dalla propria rappresentanza e che soffoca la pluralità e la ricchezza della vita sociale emarginando le minoranze, ma soprattutto caratterizzata dall’impoverimento delle culture e da un crescente smarrimento dei fondamentali obiettivi sociali. La precaria vittoria del centrosinistra nel 2006, l’irrigidirsi del sistema rappresentativo con la legge elettorale tendente al bipartitismo, misurata per dare potere decisionale a ristretta cerchia di segreterie di partito ed escludente la libera scelta degli elettori, il disagio e l’incertezza dell’area cattolica sospinta a dividersi nettamente da una parte o dall’altra senza totalmente riconoscervisi, ed infine il confluire dei popolari della Margherita nel PD divisi tra di essi stessi. Lungi dal compiere operazioni di ceto politico, ma anche dal cercare astrattamente forme di coordinamento tra gruppi di cattolici democratici per condivisione di principi, di stile e di obiettivi, in altri termini di una intesa libera, amichevole e costruttiva nel rispetto delle pur variegate realtà locali e nel dare vita ad una solidale unità popolare nazionale. Dunque rispetto per scelte altrui, ma una strada diversa dal costituire correnti dentro partiti a destra o a sinistra, dal rispondere alla chiamata alla Unione di Centro o dalla contaminazione più o meno efficace con altre culture o stili. Leggi il resto di questo articolo »
Accadere, riconoscere, reagire!!
I cittadini – cioè chi era titolare di diritti e doveri – si riunivano, nella piazza principale, in assemblea; eleggevano i magistrati il cui compito era quello di eseguire il volere collettivo; e il sistema funzionò fino a quando la città e lo Stato equivalevano. Oggi si fa un gran parlare di “agorà” elettronica: un qualcosa che non è prerogativa esclusiva di oligarchie, ma una realtà alla portata di tutti, essendo possibile sfruttare tutto il potenziale democratico, della “rete” e delle tecnologie informatiche. La diffusione ormai capillare dei computer ha spinto qualcuno a pensare e a credere che si è realizzata l’utopia della democrazia diretta digitalizzata. Se presupposto fondativo della democrazia è la possibilità di discutere (”conoscere per deliberare”), il problema è costituito appunto dagli spazi e dagli strumenti informativi. Nella democrazia dell’agorà il problema era facilmente risolvibile. Un numero tutto sommato esiguo di cittadini partecipava, discuteva, decideva. Oggi potrebbe diventare possibile una forma di agorà virtuale, di democrazia computerizzata, di partecipazione diretta on-line dei cittadini i quali potrebbero essere consultati su molte materie direttamente in rete. Vista così, la e-democracy può costituire e rappresentare un ulteriore approfondimento della democrazia, essere luogo di esplorazione di problemi, di discussione, messa a fuoco di processi complessi, di decisioni collettive. “La rete”, dice Nadia Urbinati, docente di teoria politica alla Columbia University di New York, “sembra darci quello che avevamo perso: la voce diretta sulle questioni pubbliche”. E’ infatti un sistema che offre i pregi dell’immediatezza “non può che farci pensare di essere ritornati a praticare direttamente la democrazia. Come gli antichi greci entriamo nell’agorà tutti i giorni e quando più lo desideriamo”. Il discorso, per come è costruito, fa immaginare un “ma”;che, immancabile, arriva: “Con un’aggiunta importantissima: senza mai uscire di casa. La tecnologia è riuscita ad azzerare il tempo tra l’accadere, il conoscere e il reagire. Ad annullare la distanza tra gli attori sociali. Leggi il resto di questo articolo »







