10 marzo 2010
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Archive del 14 ottobre 2009

L’On. Ugo Grimaldi senza scrupoli

ugo(Adnkronos) – delle 19,35 del 24.10 -Un duello che ha riacceso uno scontro evidentemente mai sopito, dopo la crisi alla Regione dell’estate scorsa e ripreso senza esclusioni di colpi. Cosi’ Ugo Grimaldi, deputato del Pdl, non si e’ fatto scrupolo di attaccare il presidente del Senato. “Abbia piu’ rispetto per il ruolo che ricopre. La seconda carica dello Stato non dovrebbe mai atteggiarsi e operare da capo corrente di un movimento politico”. ”Piuttosto che operare nell’ombra per scardinare l’assetto politico della Sicilia, invitiamo il senatore Schifani a emulare il comportamento del ministro Alfano, che coerentemente con l’importante incarico istituzionale che ricopre si muove al di sopra delle parti. La seconda carica dello Stato, discostandosi dal prestigioso ruolo che ha avuto la fortuna di ricoprire, dove sobrieta’ e moderazione rappresentano i valori fondamentali, continua incessantemente a reclutare fantomatiche truppe cammellate per attuare una snervante e scellerata strategia ‘cerchiobottista’ dove un giorno l’obiettivo e’ il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, l’altro il sottosegretario Micciche’”. Nessuna accusa a Schifani ma piena difesa di Micciche’ da parte di altri quattro deputati siciliani del Pdl, Carmelo Briguglio, Fabio Granata, Nino Lo Presti e Giuseppe Scalia. ”Siamo preoccupati -esordiscono- per l’eccessivo livello delle polemiche che coinvolgono il governatore Lombardo e la classe dirigente del Pdl in Sicilia. Al di la’ del merito della dichiarazioni dell’assessore Milone, i colleghi che si autodefiniscono lealisti esprimono in ogni occasione posizioni ostili e pregiudizialmente contrarie al governo Lombardo che a parole dicono di sostenere. In realta’ lealista e leale e’ chi rispetta non solo il voto popolare, ma anche la precisa indicazione del presidente Berlusconi che nel luglio scorso ha dato il via libera a Raffaele Lombardo per il nuovo Governo”.

La realtà del Pdl in Sicilia

sestoCosa sta succedendo nel centrodestra siciliano. Dove, ormai, da oltre un anno, va in scena una querelle infinita – tra le due ‘anime’ di questo tormentato schieramento politico. Da una parte c’è il sottosegretario con delega al Cipe, Gianfranco Miccichè con le sue truppe; dall’altra parte ci sono il presidente del Senato Renato Schifani, il senatore Pino Firrarello, il co-cordinatore ,del Pdl siciliano, Giuseppe Castiglione, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il capogruppo del Pdl all’Ars, Innocenzo Leontini.. Colpi duri da una parte e dall’altra. Il tutto avviene mentre i due gruppi, almeno ufficialmente, fanno parte del governo regionale presieduto da Raffaele Lombardo. In realtà, a sostenere il governo Lombardo è il gruppo Miccichè, mentre Firrarello e compagni, pur essendo rappresentati in giunta da due assessori (Mario Milone e Nino Beninati), questo governo, più che appoggiarlo, lo stanno subendo. O meglio, lo stavano subendo. Perché adesso c’è chi è passato al contrattacco. E’ il caso del già citato Firrarello, vecchio leone della politica catanese, oggi senatore del Pdl e sindaco di Bronte. Il quale nei giorni scorsi è venuto alla scoperto invitando i due assessori del proprio schieramento – e cioè Milone e Bennati – a rassegnare le dimissioni. Firrarello non è andato tanto per il sottile: ha detto a chiare lettere che è giunto il momento di silurare il governo Lombardo in Aula, cioè a Sala d’Ercole. Anche se non lo ha precisato, ha lasciato intendere che, a suo avviso, è ora di mettere a punto una bella mozione di sfiducia. Non solo. Il senatore del Pdl, di solito piuttosto ascoltato da Berlusconi, ha anche offerto a Miccichè la candidatura alla guida della Regione al posto di Lombardo. L’idea lanciata da Firrarello non è passata inosservata. Sono tanti i dirigenti (e i parlamentari regionali) del Pdl siciliano che hanno apprezzato e condiviso la mossa del sindaco di Bronte. Chi ha invece invitato ad abbassare i toni è stato il ministro Angelino Alfano. Con il suo consueto stile misurato, Alfano ha ricordato che il governo Lombardo bis è nato per volere di Berlusconi e un’eventuale iniziativa del Pdl siciliano tesa a far cadere l’attuale esecutivo regionale deve passare sempre dal leader nazionale del Pdl. Con questa presa di posizione Alfano ha realizzato due obiettivi. Primo: si è smarcato dagli antilombardiani oltranzisti del suo partito. Secondo: richiamandosi e rimettendosi alla decisioni di Berlusconi, ha smentito con i fatti chi lo vorrebbe in avvicinamento a Lombardo e, soprattutto, a Gianfranco Miccichè. Alfano resta nel gruppo Schifani-Castiglione- Castiglione-Firrarello-Leontini. Ma resta, in primo luogo, vicino

Cronaca di ordinaria politica

 schifani                                                                                                   La componente palermitana di Schifani, dalla quale sarebbe uscita la direttiva di “tornare a lavorare ai fianchi” del Presidente della Regione, che qualcuno dei presenti avrebbe definito “palesemente in affanno”. Subito dopo era partito l’affondo, anomalo, di Schifani contro la Riforma sanitaria dell’assessore Massimo Russo e, peggio, sul suo modo di gestirla. Come ricorderete, Russo ha risposto, di mala maniera, al Presidente del Senato. A sorpresa, in piena domenica, per bacchettare Russo, ha, allora, preso la parola l’assessore Mario Milone, schierato con la corrente di Schifani, per via del suo grande amico di sempre Diego Cammarata. “Russo sia più prudente nel dare giudizi – ha dettato all’Ansa Milone – se un medico si occupa di territorio, devo ricordare che Russo, magistrato, si occupa di Sanità. Ma, a questo punto, è intervenuto personalmente Lombardo: Leggi il resto di questo articolo »

Tutti contro Russo. Il Pdl chiede le dimissioni dell’assessore

russoContinua la querelle sulla Sanità in Sicilia. E al centro del mirino c’è sempre lui, l’assessore Massimo Russo. Tanto che il Pdl chiede le sue dimissioni. “L’assessore Russo, durante il dibattito sulla legge di riforma sanitaria, aveva assunto, fra i tanti impegni, anche quello di presentare un progetto di riordino del sistema di emergenza-urgenza del 118. Una delle priorità fondamentali a tutela della salute e della vita umana nelle nostre comunità. Alla fine, è stata l’ennesima inadempienza le cui conseguenze si evidenziano in episodi giornalieri come quello increscioso di Panarea”, afferma in una il capogruppo del Pdl all’Ars, Innocenzo Leontini, che chiede le dimissioni di Massimo Russo. Leggi il resto di questo articolo »

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