12 marzo 2010
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Immaginiamo di affacciarci da un balcone e guardare giù sulla piazzetta che brulica di gente. Alcuni passeggiano nervosamente, solitari, con la testa a terra; altri parlottano animatamente e qualcuno sbraita e se ne va; altri ancora girano intorno e non fanno altro, ogni tanto guardano verso l’alto, sembrano smadonnare ma non è sicuro, può darsi che sia un vezzo e nient’altro. Ci sono folti gruppetti al centro, uno dei gruppi si affolla attorno ad un personaggio, che se ne sta seduto comodamente su una panca, mentre gli altri sono tutti in piedi. Alcune auto strombazzano ai limiti della piazza, un venditore di angurie si sgola, una fila di vetture attende di essere servita ad un distributore di benzina. Ebbene, questa rappresentazione potrebbe essere la metafora del panorama politico siciliano. Quelli che passeggiano solitari, con la testa a terra, potrebbero essere i dirigenti del Pd che non sanno che pesci pigliare, ogni tanto si scontrano e poi tutto tace, una tomba, per mesi. Il segretario regionale Genovese sbugiarda il presidente del Gruppo parlamentare Cracolici, il quale se ne lamenta vivacemente e cerca di spiegare, ma è come se parlasse al vento. Quelli che parlottano animatamente sono i dirigenti del Pdl, qualcuno sbraita e se ne va, poi torna indietro, e non si capisce mai come stanno le cose. I gruppetti che si raccolgono al centro della piazza sono le correnti del Pdl, i lealisti, i finiani, gli ex ribelli di Miccichè. Alcuni di loro girano attorno, si accostano e poi riprendono a girare attorno. C’è un gruppo che si affolla attorno a un personaggio, anzi ce ne sono due che fanno la stessa cosa. Nel primo al centro c’è il presidente dell’Assemblea, Francesco Cascio, che si lamenta di come vanno le cose con il governo; nell’altro, seduto su una panca malmessa, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che ascolta qualcuno, poi si alza, fa per andarsene, torna indietro e si rimette a sedere. Ora lasciamo il balcone e guardiamo in faccia la realtà. Il coordinatore del Pdl, Giuseppe Castiglione vuole le dimissioni dell’assessore alla Sanità Russo perché avrebbe dettato ai 17 manager appena nominati, la lista dei direttori amministrativi di mettere alla testa delle strutture ospedaliere. Il sottosegretario Gianfranco Micciché ha rifiutato una richiesta d’incontro di Castiglione, con il quale dice di non volere avere a che fare, perché è il solo a credere di essere il coordinatore del Pdl. Non solo, la proposta arriva dopo il rimpasto delle giunte comunali e provinciali di Palermo. “Mi ha cacciato via dalle due giunte e chiede un incontro….”.Fate attenzione, non è stato cacciato il Pdl dalle giunte, ma Miccichè. Significa che gli assessori vicini a Miccichè sono stati defenestrati. Non c’è più il Pdl ma c’è il progetto-Miccichè. Misterioso per quanto si voglia, esiste eccome, per ammissione dell’interessato.