Archive del 31 luglio 2010
Nino Minardo e Carmelo Incardona ai gruppi: “Basta liti”

Pdl-Scilia ed An «pentiti» d’aver litigato firmano la tregua. Un documento addolcito da parole in stretto politichese supera gli attriti provocati dai concorsi per dirigenti. L’assessore Cilia smentisce di voler lasciare l’assessorato per fare il dirigente . Dicono che dopo il terremoto provocato dal documento del gruppo ex An capeggiato da Enzo Pelligra, i leader del Pdl-Sicilia e dell’ex An, Nino Minardo e Carmelo Incardona si siano visti a Roma per dettare la tregua ai riottosi consiglieri provinciali. Stop alle polemiche e alle faide, perché è come mettere fango davanti al ventilatore. Leggi il resto di questo articolo »
Pdl Sicilia diviso in tre
Lombardo ha tratteggiato lo scenario verso cui si muove, in collegamento con ciò che sta avvenendo a Roma. Il governatore ha detto che «l’alleanza con Casini è strategica tanto a livello nazionale che regionale. Non posso escludere che nella mente di qualcuno si voglia tentare la strada delle elezioni anticipate. In quel caso potrebbe anche configurarsi l’ipotesi di un governo di interesse generale al quale noi (inteso come Mpa, ndr) saremmo interessati». Sarebbe l’attuazione di quella proposta di Casini che Romano ha rilancito per la Regione. Oggi a Roma il governatore riunirà l’Mpa e illustrerà la strategia, che potrebbe riguardare l’alleanza con Casini ma anche un nuovo rapporto con Berlusconi. Se davvero ci fosse la scissione dai finiani a Roma, i deputati autonomisti potrebbero avere un peso specifico maggiore per il Cavaliere. E non è un caso che ancora una volta ieri il segretario del Pd, Giuseppe Lupo, abbia invitato Lombardo «a chiarire se intende continuare a sostenere Berlusconi. Leggi il resto di questo articolo »
Alla Camera nasce “Futuro e Libertà
I 33 finiani hanno ufficializzato la nascita del gruppo autonomo a Montecitorio. Granata. “Leali al programma, ma sul resto mani libere”. La Lega sicura: “Governo va avanti così com’è. Dobbiamo fare il federalismo”. Il Cavaliere: “Remava contro, ora si dimetta come fece Pertini”. Bersani: “Pronti a larghe intese”. Pd e Udc: “Il governo non c’è più”. Lombardo: non più appoggio incondizionato. A questo punto fare finta di niente non è più possibile. Le parole di Fini hanno sancito lo strappo ormai inevitabile tra il Pdl e il suo coofondatore. Mentre Berlusconi rassicura: “Abbiamo i numeri per andare avanti”, il tema è già quello degli effetti sull’azione di governo. Che da oggi conta su una maggioranza meno certa, in sostanza “appesa” al voto potenzialmente decisivo delle truppe finiane In un messaggio ai Promotori della Libertà il premier parla di scelta “difficile ma inevitabile”. Leggi il resto di questo articolo »
“Un governo di legislatura per fare le riforme”
Dalla viva voce di Raffaele Lombardo sul suo blog, l’annuncio del programma. Un governo di legislatura che duri. Ecco le parole di Lombardo: “C’è una volontà di una ripresa forte dell’attività amministrativa che è stata aggredita da più parti. Abbiamo un assetto che dovrà quadrarsi attorno a un patto: un governo di legislatura fatto da gente di buona volontà che conosce il proprio mestiere e lo sviluppi fino in fondo e ad una alleanza che resista nel tempo per realizzare un programma riformista.” “Il programma riformista sarà il vero fattore di selezione di questa alleanza e la cui attuazione richiede non sei mesi ma anni. Siccome riformare vuol dire rivoluzionare abitudini e modi di fare, un andazzo che ci vede saccheggiati da secoli, non c’è dubbio che le reazioni che subiamo, che abbiamo subito e che subiremo sono apocalittiche. Siamo esposti a mille aggressioni cercando di far vincere la Sicilia. Fin quando ci stiamo, ci stiamo per questo”.
E’ Fini….ta
La fune si e’ spezzata. Ieri sera l’Ufficio di presidenza del Pdl ha votato a maggioranza (33 voti su 36) un documento di sei cartelle che definisce ”incompatibili” le posizioni di Gianfranco Fini con l’appartenenza al Pdl e deferisce ai probiviri del partito i deputati Fabio Granata, Carmelo Briguglio e Italo Bocchino. L’Ufficio di presidenza del Pdl, si legge nel documento, ”considera le posizioni dell’onorevole Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della liberta’, con gli impegni assunti con gli elettori e con l’attivita’ politica del Popolo della liberta”’. Berlusconi, in una conferenza stampa che ha concluso l’Ufficio di presidenza del Pdl, punta l’indice contro Fini (”i litigi erano un prezzo troppo alto”) chiedendone addirittura le dimissioni dal suo ruolo di presidente della Camera perche’ ”e’ venuto meno il suo ruolo di garanzia”. Leggi il resto di questo articolo »


