Archivio di luglio 2010
Gioventù, Migrazione e Sviluppo
Tunisi – Ragusa – I rappresentanti arabi ed europei delle associazioni giovanili che hanno partecipato alla Conferenza Euro Araba Mare Nostrum co-organizzata dal Forum Nazionale dei Giovani, dalla Lega degli Stati Arabi, dal Consiglio d’Europa e dal Forum Europeo della Gioventù hanno concluso un processo di dialogo e di condivisione di esperienze comuni, anche attraverso un viaggio in nave attraverso il Mediterraneo, al fine di sviluppare una comune comprensione dei temi della migrazione, dei diritti umani e dello sviluppo, con l’obiettivo specifico di costruire una rete di partecipazione giovanile araba ed europea. Nella dichiarazione si raccomandano le Istituzioni arabe ed europee a mantenere alto il livello di attenzione sui temi della migrazione e del dialogo interculturale, ricercabile attraverso metodi di educazione interculturale, l’educazione non formale dovrebbe essere introdotta nelle scuole per sviluppare competenze e capacità nel campo dell’interculturalità. A questo proposito si nota l’invito alle istituzioni siciliane di costituire un centro di formazione per la cooperazione euro araba che supporti il ruolo dei giovani leader delle due regioni. Si chiede al Consiglio d’Europa e alla Lega degli Stati Arabi di continuare a supportare l’EACMYO. Tra le altre raccomandazioni, si chiede alle autorità pubbliche di istituire codici di condotta comuni delle operazioni di produzione dei visti e di costantemente informare le organizzazioni giovanili su tali procedure. Nella stessa direzione va la richiesta alle nazioni arabi ed europee di ratificare la Convenzione sui Migranti Lavoratori delle Nazioni Unite. Si pone molta attenzione anche sulla opportunità che il Consiglio d’Europa in collaborazione con la Commissione Europea istituisca progetti giovanili di scambio tra l’Europa e la Lega degli Stati Arabi non solamente per la mobilità degli studenti ma anche per professionisti ed esperti di diversi settori economici, col fine di ampliare, grazie allo scambio, il portafoglio di competenze tacite e conoscenze dei partecipanti. Ufficio Stampa AB.
Leontini soddisfatto per attività intensa gruppo Pdl all’Ars
“Plaudo all’intenso impegno istituzionale dei colleghi del mio Gruppo parlamentare” dice il presidente del Pdl all’Ars, INNOCENZO LEONTINI, riferendosi ai dati, resi oggi noti dalla stampa, sulla presentazione di atti ispettivi e di indirizzo, come di disegni di legge, che evidenziano nelle posizioni di vertice Salvino Caputo e Vincenzo Vinciullo, fra gli altri. “Mi fa piacere – riprende Leontini – constatare che anche il passaggio all’opposizione non ha di certo demotivato né depresso i deputati del Pdl ortodosso e, anche per quanto riguarda gli interventi in Aula, vi è in una conta che vede il presidente della commissione Ambiente, Fabio Mancuso, ai primissimi posti. Dunque, al di là dei primati – conclude Leontini – tutto ciò non è altro che una significativa sottolineatura di quanto il Pdl stia facendo per la Sicilia, del suo senso del dovere nei confronti dei siciliani”.
77 i Comuni che non hanno l’URP
Sono 77 i Comuni siciliani che non hanno ancora istituito, a distanza di 17 anni dalla legge che ne prevedeva la creazione, l’Ufficio relazioni con il pubblico. Il dato emerge da un monitoraggio disposto dal dipartimento regionale delle Autonomie locali presso le Province e i comuni siciliani. Tra gli enti inadempienti non c’è nessun capoluogo e la provincia con il maggior numero di comuni ritardatari è Messina (21), seguita da Palermo (14), Agrigento (12) e Catania (11). Chiudono l’elenco Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa (tutti con 4) e Trapani (3). In verità Ispica ha il suo URP, istituito nei termini a suo tempo, ma mai entrato in funzione. In campagna elettorale abbiamo ascoltato il sindaco Rustico asserire che l’URP di Ispica è la parte programmatica prioritaria per il rapporto amministrazione-cittadini. Leggi il resto di questo articolo »
A settembre Ddl per tagliare 20 deputati regionali
(AGI) – Palermo, 28 lug. – La conferenza dei capigruppo dell’Assemblea regionale siciliana ha deciso di trattare a settembre il disegno di legge del deputato regionale del Pd Giovanni Barbagallo per la riduzione del numero dei deputati regionali dagli attuali 90 a 70. Cio’ anche a seguito delle valutazioni espresse dalla commissione per il regolamento, la quale ha ritenuto che la proposta di legge puo’ essere inserita all’ordine del giorno dell’Assemblea nonostante sia stata gia’ respinta dalla commissione di merito. In tema di riduzione dei costi della politica, nei giorni scorsi il consiglio di presidenza dell’Ars aveva deciso una decurtazione delle indennita’ del 10% per i parlamentari e una stretta sulle auto blu, sulle missioni e sulle assunzioni. Leggi il resto di questo articolo »
I finiani stanno col governatore indagato
Ma andiamo subito al cuore del problema che, nel caso specifico, sta in Sicilia. La Sicilia, giusto per fare un esempio, di Dell’Utri e dei suoi guai, certamente, ma anche la Sicilia di Raffaele Lombardo e dei suoi guai. Perché, come ampiamente si sa, il governatore siciliano è indagato dalla Procura di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’accusa avrebbe infatti avuto contatti con Vincenzo Aiello, già arrestato l’Ottobre del 2009 dai carabinieri, e indicato come uno dei boss vicini al capo mafia ergastolano Benedetto Santapaola. Incorniciato dalla solita e doverosa quantità industriale di condizionali, il governatore Lombardo, questo è un dato di fatto, è stato tirato in ballo, dunque, da un’inchiesta giudiziaria. Leggi il resto di questo articolo »
Pensieri in franchigia
Pensieri vari di uno che tesse senza filo e pensa di avere le doti di penelope. La pazienza è una qualità e un atteggiamento interiore proprio di chi accetta le difficoltà, le avversità, con animo sereno e con tranquillità. È la necessaria calma per concludere o raggiungere fini personali. Nel diritto la pazienza è la limitazione dell’esercizio di un diritto. La pazienza non è la virtù dell’attesa passiva. Pazienza vuol dire resistere. Avere pazienza da certosino, vuole significare un’attesa prolungata. E’ nostra opinione che abusare della pazienza altrui è una forma di prepotenza retorica, a volte di scortesia, scaturita da un retaggio culturale di diverse nature, non sempre basato su ignoranza, ma sul gusto di onnipotenza, dovuto ad uno stato psicologico fortemente inadeguato. Basta intendersi per quanto tempo ancora si dovrà abusare della nostra pazienza? Nel dissertare in pensieri in libera uscita, desideriamo concludere con: “C’è chi riesce a vivere. C’è chi riesce a malapena a sopravvivere. C’è chi è preso dal continuo pensiero di soddisfare bisogni primari che non può pensare ad altro e non ha tempo per filosofeggiare. C’è chi nasce per scrivere. C’è chi nasce per leggere ciò che gli altri scrivono. C’è chi ha bisogno di vivere per scrivere. C’è chi non riesce a vivere e legge di altrui vite. Ci siamo anche noi, ci sono io ci sei tu. C’è il mondo attorno a noi, c’è l’incapacità di apprezzarlo, c’è la necessità di criticarlo, c’è la penuria di mezzi, c’è chi ne ha troppi, Ci siamo anche noi, ci sono io, ci sei tu. Ci sono i nostri mondi, c’è l’interesse per essi, c’è la capacità di raccontarli, c’è la facoltà di comprenderli, c’è la difficoltà di spiegarli, c’è la paura, c’è la delusione, Ci siamo anche noi, ci sono io ci sei tu, caro lettore, con il sacrosanto diritto di essere informato.
Raffaele Lombardo che succede?
Succede che, lentamente ma inesorabilmente, lo stanno mollando. Il Grande Tessitore è rimasto senza filo. Aveva messo la sua testa sul piatto, sperando che gli altri si scannassero per la successione, senza pensare troppo a lui. L’espediente non ha funzionato granchè. Quella dichiarazione di non ricandidatura e di “irrilevanza personale” ha acceso gli appetiti e potrebbe avvicinare il crepuscolo, da giorni sul filo della lama giudiziaria. I segnali sono precisi. C’è Giuseppe Lupo che irrompe nel dibattito col suo: “Il Pd mai in giunta”, sintomo di un allontanamento consumato. L’Udc aspetta di vedere passare il cadavere. Ci sono nuvole di fumo nero che si alzano dall’accampamento del gran capo Miccichè, ormai insoddisfatto dalla convivenza logorante e da un’azione di governo con molti punti interrogativi. Leggi il resto di questo articolo »
“Le primarie per il Pdl”
Primarie anche per il Pdl, per evitare lo stillicidio di candidature e autocandidature per la guida di Comune di Palermo e Regione. Dore Misuraca, leader con Gianfranco Micciché della corrente “ribelle” del Popolo delle Libertà, lancia la proposta in un’intervista ad I love Sicilia, il mensile di stili, tendenze e consumi in edicola da venerdì 30 luglio: “Un grande partito liberale – dice il parlamentare berlusconiano – non dovrebbe accontentarsi di scelte imposte da una ristretta oligarchia. Per Comune e Regione servono le primarie”. Nell’intervista Misuraca spazia a 360 gradi sui temi della politica siciliana: dal “no” a un governo tecnico (“La politica ha il compito di programmare e di amministrare la cosa pubblica”, afferma) ai rapporti con il ministro della Giustizia Angelino Alfano (“Con lui c’è il gelo politico”), passando per un attacco durissimo al sindaco di Palermo Diego Cammarata, espresso dal Pdl ma fedele alla corrente “lealista”, colpevole secondo Misuraca di aver “amministrato in modo discutibile”. “Cammarata – spiega – oggi si confronta con un dissenso crescente. Se vuole impiegare i prossimi due anni per risolvere i problemi della città vada pure avanti. Altrimenti sarebbe meglio che si dimettesse”. Ma Misuraca si schiera anche contro l’ipotesi di affidamento della vicepresidenza della Regione all’assessore alla Sanità Massimo Russo: “Dare a lui la vicepresidenza – afferma – non sarebbe una soluzione politica. Ma in generale non vedo la necessità di un rimpasto. Penso, invece, che ci sia l’esigenza di accelerare sulle riforme”.
Verdini o Granata, Pdl al bivio…
Difficile immaginare due uomini più diversi tra loro di Denis Verdini e Fabio Granata. Eppure è attorno a questi due signori – rispettivamente 59 e 51 anni – che si sta combattendo l’ultima battaglia del Pdl: chissà se quella decisiva o no, ma in ogni caso sanguinosa e violenta. Con i berlusconiani di ferro che vogliono deferire Granata ai probiviri per aver osato accusare parti del governo sulla mafia, e con Verdini che nello stesso giorno deve lasciare la sua banca sperando di arginare l’ondata di protesta che sale nel Pdl contro di lui. Difficile, appunto, immaginare due persone più diverse. Da un lato Verdini, il commercialista toscano che ha ereditato negozi di macelleria, pragmatico e terragno, per il quale la politica è sempre stata un’estensione degli affari e dell’economia. Dall’altro lato il militante acceso che ha iniziato a far politica a 14 anni nella sua Sicilia convinto che solo Mussolini aveva davvero combattuto la mafia e quindi solo gli eredi del Duce avrebbero potuto sradicare Cosa Nostra che si era tanto ben infiltrata nei gangli del potere democristiano. Vite parallele ma lontane da loro: nei primi anni Ottanta, ad esempio, Verdini si avvicina pigramente al Partito repubblicano – ottimo all’epoca per tenere buoni rapporti con tutti, tanto più che a Palazzo Chigi regna Spadolini – insegnando Storia della Moneta e facendo carriera negli istituti di credito. Leggi il resto di questo articolo »


