Archivio di agosto 2010
Serata all’insegna dell’umorismo
Oltre alla nomea del bravo ragazzo,incomincia a capire come funziona, l’apparato organizzativo dell’assessorato allo spettacolo, Serafino Arena il partito nel partito con i suoi oltre 500 preferenze continua ad allietare le serata afose di questa torrida estate. Pubblico sempre numeroso. Ieri sera è stata proposta una divertentissima commedia brillante di Salvatore Licitra “I Cannili stutati” autore, regista, coreografo di tanti lavori teatrali portati sulla scena dalla Compagnia teatrale I superstiti di Ragusa. Trattasi di un povero diavolo che cerca moglie e affida ad un sensale (ncuccia viddighi), il destino della sua vita futura , pertanto, accanto alle situazioni comiche e agli intrecci tipici della commedia tradizionale troviamo una scrittura aderente alla realtà imposta, in vernacolo a quell’eclettico regista, coreografo autore, direttore di Salvatore Licitra. La passione del Teatro Amatoriale coinvolge personaggi di diverso ceto sociale con un comune denominatore: la totale dedizione alla recitazione. Interpreti della spassosissima commedia “I Cannili stutati” sono stati: Tina Gulino, Angelo Iacono, Maria Giovanni Li Calzi, Marco Antoci, Simonetta Diquattro, G iusy Scribano, Tina Licitra, Angelo Iacono, Cicciiu Firrincieli, Sofia Antoci, Salvatore Licitra. Scenografia di Angelo Iacono e Marco Antoci, Fonico e Luci: Giancarlo Iacono, Suggeritrice: Antonella Stagnitto. Costumi e Trucchi : Tina Licitra e Antonella Stagnitto: Regia di Salvatore Licitra.
ROSOLINI – Sikula Reggae Festival ….per una notte !!!
Arriva il Sikula Reggae Festival … per una notte, gratuito ed aperto al pubblico, che si svolgerà a Rosolini, sabato 11 settembre dalle ore 20. L’incantevole scenario della Cava di Croce Santa ospiterà dal tramonto all’alba reggae band, dj e sound system. Un paesaggio ostico ma meraviglioso ed incontaminato, una cornice unica, ancora una volta, per una kermesse che riesce a regalare emozioni e qualità musicale ad un pubblico affezionato che pacificamente ed in allegria si riunisce all’insegna della musica reggae e dei valori di pace, amore e fratellanza tra i popoli di cui si fa ambasciatrice. Per il 2010 Arci La Locomotiva prosegue il suo percorso nel voler dare un contributo alla crescita culturale e socio-economica del territorio presentando una programmazione lunga una notte e caratterizzata da musica dal vivo, dall’area culture, dall’area non-profit con la presenza di Emergency, Amnesty International, Arci, Libera, e da stand dedicati all’artigianato e di informazione sulle fonti di energie rinnovabili. L’evento è patrocinato dalla Provincia Regionale di Siracusa e dal Comune di Rosolini, Assessorato Turismo e Spettacolo.Info e programma a breve su www.sikulareggaefestival.com
Direzione Generale
Lino Quartarone
Presidente Arci La Locomotiva – Rosolini
Lettera del Presidente della Virtus Ispica
Al Sig. Sindaco del Comune di Ispica
All’Assessore allo Sport del Comune di Ispica
Al Presidente del Consiglio Comunale
Ai Consiglieri Comunali del Comune di Ispica
e, per conoscenza Agli Organi di Stampa
Il sottoscritto Giuseppe Barone, nella qualità di Presidente pro-tempore dell’ Unione Sportiva “Virtus Ispica”, con sede in Ispica, nella via Dante n. 7,
P R E M E S S O che il giorno 20 del mese di Agosto c.a. scade il termine per l’iscrizione della squadra al campionato di 1^ categoria;
C O N S I D E R A T O che l’Amministrazione Comunale ha sempre sostenuto con tempestiva erogazione finanziaria, attraverso anticipazioni e saldi del contributo annuale, l’attività agonistica della Virtus Ispica, considerata “Patrimonio storico della Città;
- che invece, a tutt’oggi, nonostante ripetuti formali impegni assunti a partire da Luglio 2008 dalla precedente Amministrazione nella persona del Sindaco Avv. Piero Rustico, l’attuale gestione della Virtus Ispica non ha ricevuto alcun contributo a fronte delle ingenti spese effettuate per sostenere due campionati di 1^ Categoria,
C O M U N I C A
che in assenza di un tempestivo ed adeguato impegno finanziario del Comune l’attuale dirigenza sarà costretta, nostro malgrado, ad iscrivere la squadra al campionato di 3^ categoria anziché a quello di 1^ Categoria.
Cordiali Saluti
Ispica 16-08-2010
IL PRESIDENTE
F.to Dr. Giuseppe Barone
Tuna Folk Festival, dal 21 al 22 agosto un week end dedicato al tonno con la Sagra “Ra Tunnina”

Sabato 21 e domenica 22 agosto alle ore 20 a Marzamemi, nell’ambito del Tuna Folk Festival, sarà protagonista il tonno con la 7° edizione della Sagra “Ra Tunnina”, uno degli appuntamenti gastronomici più attesi dell’estate. Dopo lo straordinario successo di pubblico registrato per la sagra del “Pesce Spada all’Ortolana”, il Tuna Folk Festival offre con la Sagra “Ra Tunnina” la possibilità di gustare ricette deliziose a base di tonno. Gli chef della manifestazione prepareranno circa 400 Kg di tonno fresco, cucinato a vista per esaltarne la freschezza e le qualità organolettiche, proponendo due ricette: il tonno al salmoriglio e con la cipollata, abbinati a un vino locale. Nel suggestivo scenario della Tonnara, fino a quarant’anni fa una delle più importanti della Sicilia, si potranno assaggiare dei prodotti tipici a base si tonno, tra cui la celebre bottarga, negli stand allestiti per l’occasione. A corollario della Sagra, si svolgeranno spettacoli teatrali, concerti dal vivo, proiezioni di filmati storici e mostre d‘arte e di artigianato tradizionale della pesca. Due ampie aree di parcheggio, una sul lato Pachino-Marzamemi per chi proviene da Ispica-Pachino e l’altra sul lato Spinazza per chi proviene dalla direzione Noto, consentiranno di evitare code in entrata nel borgo marinaro e faciliteranno l’accessibilità al lungomare che sarà chiuso al traffico per tutta la durata della sagra. Il Tuna Folk Festival è una manifestazione organizzata dall’Associazione Promozionale Sud Orientale Sicula con il patrocinio degli Assessorati regionali alla Pesca e ai Beni culturali e identità siciliane, del Comune di Pachino, del Ce.Na.Co., della Camera di Commercio di Siracusa e della Croce Rossa di Pachino.
Piano Casa – precisazioni dell’Assessore Salvatore Donato Bruno
Al fine di migliorare le condizioni di vita della Società civile all’art.1 della Legge Regionale che norma l’argomento di cui all’Ordine del Giorno, si legge che la Regione, in attuazione dell’intesa tra Stato, Regioni ed enti locali del 1° aprile 2009 sull’atto concernente misure per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia, promuove misure straordinarie e urgenti finalizzate a sostenere la messa in sicurezza e/o riduzione del rischio sismico e idrogeologico nonché la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente dal punto di vista della qualità architettonica e dell’efficienza energetica, mediante l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e delle tecniche costruttive della bioedilizia, coerentemente con le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche e ambientali ed urbanistiche delle zone ove tali immobili sono ubicati. Due i tipi di interventi previsti dalla presente Legge: il primo, riguarda gli interventi edilizi di ampliamento degli edifici esistenti con tipologia familiare, bifamiliare, ad uso residenziale e/o uffici, avente volumetria non superiore a 1.000 mc e comunque ultimati entro il Dicembre del 2009 e realizzati con regolare titolo abilitativo. In tal senso, è consentito l’ampliamento del volume esistente nei limiti del 20%. In merito alla seconda tipologia di intervento, e cioè il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, in poche parole attraverso lavori che vedono la demolizione e la ricostruzione dell’opera, fermo restando i requisiti succitati, è consentito l’ampliamento fino al 25% del volume degli edifici ad uso residenziale, con obbligo di utilizzare le tecniche costruttive della bioedilizia. Il suddetto limite è incrementato del 10 per cento, per un aumento complessivo fino al 35 per cento, qualora siano adottati sistemi che utilizzino fonti di energie rinnovabili che consentano l’autonomia energetica degli edifici. E’ bene precisare che questa Amministrazione ha subito manifestato la volontà certa e decisa di adottare integralmente il testo della cosiddetta Legge sul Piano Casa, senza cioè modificare o meglio porre dei freni di natura di entità territoriale ai cosiddetti artt. 2 e 3 della presente L.R., appunto per non limitare l’entità delle opere da potere immettere nell’ambito edilizio, al fine di dare massimo impulso all’attività dei nostri Artigiani.
Pubblicato il 25 marzo 2010 Torre del Ficallo
Perchè ripubblichiamo Torre del Ficallo ? Perchè lo abbiamo riletto a pag. 5 su un pseudo periodico locale di cultura in edicola dal 6 agosto 2010
Un caro amico concittadino residente in America mi ha pregato di soddisfare una sua esigenza di storia Patria e di ricercare, se mai fosse esistita la Torre del Focallo o del Ficallo. Inizio la ricerca con la cartografia della zona I.G.M. F° 276 II S.E Pozzallo C.T.R. 651070 L’effettiva esistenza della Torre del Ficallo torre non è certa. Il toponimo Santa Maria del Focallo è relativo ad una località a ca. km. 3,5 a Est di Pozzallo, quasi sulla costa, fra il km. 3 e il km. 4 della strada litoranea che da Pozzallo conduce verso Pachino. Localizzazzione: Val di Noto. La storia: Filoteo degli Omodei 1557 a pag 301 segnala l’esistenza di una torre – fondata sopra le rovine di un gran tempio – Il Fazello ricorda la località di Ficallo, con una chiesa dedicata a S.Maria costruita su antiche rovine attribuite ad una città distrutta. In vicinanza della città, brevemente proteso sul mare a guisa di promontorio, si erge un colle, che in dialetto è chiamato cozzo di Santa Maria del Focallo. Sulla sua cima si vedono vaste rovine della rocca abbattuta e delle antiche costruzioni. Nessun accenno alle torre (Fazello I,V.I. p. 266) Spannocchi nel 1578 scriveva “Sarebbe bisogno fare una torre a S.ta Maria delo Ficallo dell’aqque dolci”. Nel 1584 nel primo libro di Camilliani si ricorda la punta del Ficallo presso la quale dicono – che già fu una piccola città et oggi si ci veggono le reliquie e rovine, chiamata Ficallo; ci si vede un grandissimo tempio rovinato; sopra le quali rovine, ci è una piccola chiesetta meza rovinata, dedicata alla Vergine detta del Ficallo. Sopra il Cozzo, dove sono le fonte antedette, si veggono le reliquie di una rocca rovinata. Sopra questa punta s’è designato parvisi una torre, che serve per la guardia et sicurtà del paese – Scarlata 1993 a p. 272, secondo libro Camilliani ripropone il progetto della torre: “che comodamente potrà avere i seguali del Pozzallo, et renderli alle timpe della Murra, dove medesimamente sarà bisogno fare altra torre… Di maniera che la torre da farsi a Santa Maria lo Ficallo nel detto luogo così esposto per essere così a cavaliere, risponderà all’una e all’altra parte molto comodamente, et similmente defenderà l’acqua, che qui al piede si ritrova, della quale i corsali alle loro occorrenze sempre hanno fatto capitale” (ivi. P. 421 fig. 107) prevedeva una torre a pianta circolare con piano terra troncoconico e primo piano cilindrico. Nel terzo libro l’architetto Toscano aggiunge le informazioni relative alle guardie a cavallo: “Passata la torre del Pozzallo di miglia tre e un terzo verso levante, si trova la punta di Santa Maria allo Ficallo, dove ci è una posta di guardia di tre cavalli, i quali fanno guardia di state, di notte ed non si moveno dalla detta punta, la quale è finaita di Modica, onde comincia il territorio di Spaccaformno” (ivi, p. 518). Nel 1714: “ Indi, passato il ridotto del Bue marino, si giunge alla punta di S. Maria del Ficallo, ove sono alcune rocche dalle quali scaturiscono fili di acqua dolce, bastante per due bergantini”. Anche Castellafero non rileva la presenza di alcuna torre (Castellafero p. 197). Stato di consistenza: sito identificato in assenza di tracce visibili. In realtà non sembra che la torre del Focallo sia mai esistita, se non nella presumibilmente inesatta descrizione di Filoteo degli Omodei:certamente non fu mai costruite la torre di Deputazione suggerita tanto da Spannocchi che da Camilliani. E’ inoltre difficile credere, come invece, suggeriscono Mazzarella e Zanca, che la torre citata da Filoteo degli Omodei (ma non dal contemporaneo Fazello) fosse già scomparsa venti o tren’anni dopo, al tempo delle ricognizioni di Spannocchi e Camilliani. Bibliografia essenziale Mazzarella e Zanca 1985 Piero Controsceri
Premio Ulisse 2010 Venerdì 13 0re 21

Il n. 145 del 15 luglio 2010 di Siciliasud acclarato periodico locale pubblica in sesta pagina l’articolo del nostro editore Piero Controsceri “Il Premio Ulisse” di cui la Presidenza del Consiglio Comunale si è fatta carico di organizzare l’evento per Venerdì 13 2010, ore 21,00 nel loggiato del Sinatra della Basilica di Santa Maria Maggiore la premiazione di illustri personaggi del passato e del presente. Ispica, per l’occassione, indossa i panni di Itaca che in un mare di isole è simbolo del ritorno. Ulisse quale archetipo del desiderio e dell’ansia conoscitiva propria dell’uomo, esercita il ruolo del progresso, della crescita e della civiltà del genere umano. L’edizione del Premio Ulisse 2010 vedrà premiati, alla memoria due insigni personaggi di diversa natura per passione e sentimenti: Peppe Moltisanti, il Comandante, l’artefice dello sport ispicese. E Nuccio Maucieri l’anima della solidarietà personificata. Mentre, fra i mortali verrà premiato lo scienziato Svizzero-ispicese Giuseppe Melfi . Un altro genio figlio di Ispica, totalmente ignorato e sconosciuto dai suoi concittadini, esperto di matematica pura e teoria dei numeri, uno dei primi, se non il primo matematico del mondo. Il nostro Direttore nel Natale 2009 in casa dei Genitori in via XX settembre lo ha intervistato, la cui intervista è stata pubblicata sul n. 136 del 15 gennaio 2010 del cartaceo Siciliasud.e che pubblichiamo in allegato. Ragionando con la logica degli umili ci piace sottolineare di essere orgogliosi di avere fatto conoscere alla comunità ispicese il Genio, scienziato di alto spessore culturale, figlio di Ispica Giuseppe. Melfi e che gli venga assegnato il prestigioso Premio Ulisse edizione 2010. Comunque ci riteniamo soddisfatti. Siciliasud, tutto sommato, dimostra di servire a qualcosa
GIUSEPPE MELFI UN GENIO FIGLIO DI ISPICA
Ispica via XX Settembre: Natale 2009 ore 18,30 passeggiavo con un amico, quando, in modo del tutto casuale, incrociamo un distinto signore accompagnato da una affascinante signora, l’amico mi informa che si tratta di un importante scienziato di matematica pura le cui origini sono prettamente ispicesi. Un altro genio figlio di Ispica, totalmente ignorato e sconosciuto dai suoi concittadini. Per una semplice deformazione professionale la cosa mi incuriosisce lo raggiungo, da li a 50 metri nella sua abitazione e gli chiedo se può dedicarmi qualche minuto concedendomi un’intervista: rigore metodologico, una buona dose d’umiltà, di integrità morale, correttezza professionale ed apertura mentale. Se si aggiunge una sterminata cultura ed il sorriso sempre sulle labbra, ecco a voi il ritratto di Giuseppe Melfi: esperto di matematica pura e teoria dei numeri, professore Universitario come pochi, un vero Maestro che, sulla scia di Carl Friedrich Gauss, uno dei miei matematici preferiti che sosteneva a ragion veduta: “La matematica è la regina delle scienze e la teoria dei numeri è la regina della matematica”. Tradizionalmente, la teoria dei numeri è quel ramo della matematica pura che si occupa delle proprietà dei numeri interi e contiene molti problemi aperti che possono essere facilmente compresi anche da chi non è un matematico. Chi è Peppe Melfi? Nasce in Svizzera da genitori ispicesi l’11 giugno 1967 frequenta le scuole d’obbligo ad Ispica, liceo scientifico a Modica, primo anno all’università di Catania per approdare poi per concorso alla Normale di Pisa, dieci anni alla Normale di Pisa, tra studi di matematica, dottorato in matematica, primi approcci con articoli di matematica. Nel 1997 si trasferisce a Losanna per tre anni come ricercatore. Dopo Losanna ha avuto un’altra opportunità di lavoro, molto interessante all’Università di Neuchatel. Nel 2000 si trasferisce a Neuchatel, Svizzera Francese, dove insegna Statistica in quella Università. Dal punto di vista scientifico è autore di venti articoli di matematica pura, con le quali ha dimostrato teoremi dei numeri in cui certe congetture enunciate negli anni ottanta da altre menti eccelse di scienze matematiche sono, finalmente dimostrate. In altri articoli ha dimostrato alcune formule aritmetiche molto simili a quelle trovate da un famoso matematico indiano, all’inizio del ventesimo secolo Srinivasa Ramamijan (1883/1920). Nel 1915/16, pubblicava articoli molto interessanti che legavano funzioni aritmetiche fra di loro. Il Melfi negli anni novanta trova altri articoli di ipotesi matematiche non decifrate riuscendo ad avere risultati importanti. L’impatto che le sue ricerche hanno è puramente scientifico di natura accademica la matematica e in particolare la teoria dei numeri: Nella casualità di un incontro si scoprono realtà impensabili ma concrete che ci inorgogliscono come concittadini di si tanto illustre personaggio. Il Prof. Giuseppe Melfi è un siciliano per Dna cittadino italiano prima, e svizzero dopo, opera in campo altamente accademico, la cui utilità, in termini di ricadute potranno averli, per l’uso che ne faranno le generazioni future. Non vi è dubbio che il nostro Euclide a seguire Bernhand Riemman, grande esperto di matematica pura, nulla da invidiare con il nostro Peppe Melfi matematico di livello internazionale. Tutto quanto esplicitato fa parte della mente di un genio. Ma chi è, sotto il profilo umano Peppe Melfi, nato in svizzera da genitori ispicesi con geni ispicesi. Nel suo intimo lavora e opera per il bene comune in senso globalizzato e continua distinguersi per le sue doti di intuito, creatività, fantasia operosità, affascinato soprattutto dai tanti successi acquisiti. Mente eccelsa, maestro di onestà, uomo semplice, laborioso ed affettuoso. Le sue ultime dimostrazioni di ipotesi suggerite da altri menti eccelse hanno dato un impronta indelebile nel panorama scientifico internazionale. Un figlio, quindi di Ispica, che ci onora annoverare tra le eccellenze cittadine, simbolo della indiscussa competenza culturale. Ispica, la tua città ti è grata per tutto quello che fai e continuerai a fare per il benessere futuro delle popolazioni di questa terra. Grazie Prof. Peppe e ad maiora.
Piero Controsceri PUBBLICATO SUL N. 136 DEL 15 GENNAIO 2010 di Siciliasud
L’amore quale valore assoluto
Ispica per la caparbia volontà del suo sindaco diventa protagonista del dialogo con i Paesi del mediterraneo, attraverso le tematiche dello scambio di opinione interculturale ed interreligioso con l’obiettivo di costruire una zona di pace e di stabilità nella globalizzazione delle migrazioni dei popoli e delle contaminazioni delle culture. E’ innegabile che la globalizzazione esige iniziativa interculturale, incontro pacifico, capacità di dialogo tra culture e civiltà diverse. Da qui la necessità di saper comunicare che significa conoscersi, riconoscersi, scambiare rappresentazioni, Parlare del Mediterraneo è parlare non solo della nostra storia ma della storia dell’umanità. Ripercorrendo infatti un immaginario itinerario di luoghi, miti e leggende, da Atene a Smirne, da Palermo a Cartagine, da Lepanto ad Alessandria fino a Itaca, appare chiaro come il Mare Nostrum conservi intatta nel suo grembo una tradizione che si è fatta testimonianza reale ed effettiva della nostra civiltà e cultura. Mare di isole e di una in particolare, Itaca, che è il simbolo del ritorno, la sua storia rimbalza attraverso secoli di poesia: da Omero a Kavafis, poeta greco d’Alessandria d’Egitto, città multietnica,‘faro’ del Mediterraneo per antonomasia. Leggi il resto di questo articolo »
Salvatore Barone ha raggiunto la giungla eterna
Venerdì 6 Agosto scorso alle ore 16 è stata officiata la cerimonia funebre di Salvatore Barone amatissimo padre del Dr, Pippo Barone al quale la redazione di Siciliasud esprime affetto e cordoglio, unitamente a tutti i parenti per la perdita del loro congiunto. Ma all’amico Pippo desidero manifestare il mio affetto con una dedica tratta dallo storico Tacito su l’elogio funebre di Gneo Giulio Agricola politico e generale romano: ” Non cum corpore extinguuntur magnae Animae, placide quiescas” . “Se luogo v’è alle anime dei giusti e se, come i filosofi vogliono, le grandi anime non si spengono con il corpo, riposa in pace; e noi tuoi cari, richiama da sterile rimpianto femminei lamenti alla contemplazione delle tue virtù cui non si addicono né lacrime né gemiti. Più vale onorarti la stima, una lode senza fine e, se ne siamo capaci l’imitazione di te: ecco il vero onore, la vera prova d’amore di chi ti è strettamente legato. Questo vorrei fosse il monito alla figlia e alla moglie ai figli perché venerino la memoria del padre da rivivere sempre nel cuore le sue gesta e le sue parole, da chiudere nell’animo l’immagine e i tratti del suo spirito più che del corpo. Nel ritratto di marmo l’effigie del volto è fragile e peritura; immortale è l’immagine spirituale, che tu puoi serbare e riprodurre non come materia esterna modellata dall’arte, bensì con la tua personale condotta. Tutto quello che in Salvatore abbiano amato, tutto quello che in lui abbiamo ammirato rimane e rimarrà fermo nell’animo degli uomini per l’eternità del tempo nel ricordo delle sue imprese Ma Salvatore Barone, tramandato ai posteri, rimarrà eterno”
Piero Controsceri
Il latte materno veicolo per la trasmissione di sostanze tossiche
Una cura contro i danni da inquinamento
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