Archive del 2 settembre 2010
Alessandro Ferrara il nuovo sovraindente di Ragusa
E’ cominciata la rotazione delle Soprintendenze, l’epicentro dello scontro è Palermo. Scrive Repubblica: “in ballo le dieci Soprintendenze e i posti di comando di tutto l’assessorato ai Beni Culturali. Una riunione fiume quella tra il governatore Raffaele Lombardo, l’assessore Gaetano Armao e il dirigente Gesualdo Campo per fare il punto sulla mega rotazione”. Adele Mormino lascerà la Soprintendenza di Palermo e andrà a dirigere il Centro del restauro. La sua poltrona è contesa tra Sebastiano Tusa (piace al Pdl Sicilia) e Guido Meli, ma non si escludono sorprese. A Catania, invece, andrà Vera Greco, fedelissima del governatore. “La Greco – scrive Repubblica – è molto stimata dal governatore Lombardo”. Giuseppe Castellana andrà ad Agrigento, Gaetano Gullo a Trapani, Giuseppe Gini alla Soprintendenza del mare, a Siracusa Concetta Ciurcina, Alessandro Ferrara a Ragusa.
Il trucco del fotovoltaico in agricoltura
Grandi imprese internazionali affittano terreni da 15 mila metri quadri pagando agli agricoltori 7.500 euro all’anno per installare pannelli da 200 kw. Riescono così a produrre 750 mila euro. Con lo stesso genere di impianti, invece, le aziende agricole in 1.600 mq potrebbero realizzare 140 mila euro all’anno. Metà della cifra verrebbe usata per pagare gli impianti e metà costituirebbe il reddito netto. E così si eviterebbe un’installazione selvaggia”. A conti fatti, in un terrento di 15 mila metri quadrati un agricoltore potrebbe guadagnare cento volte più dei 7.500 euro incassati invece affittando semplicemente il terreno.Per contrastare il rischio di uno sfruttamento, gli agricoltori siciliani hanno chiesto l’istituzione di un fondo di garanzia per far fronte alle multinazionali che puntano a realizzare impianti fotovoltaici nell’Isola. “Le grandi imprese supportate dalle banche – , mentre le piccole aziende agricole non vengono ascoltate dagli istituti di credito nonostante presentino dettagliati businnes plain”.Il mondo politico che deve trovare soluzioni, o quanto meno, risposte a un comparto che vive un grave “disagio” socio-economico”. Un’ulteriore difficoltà per le piccole aziende agricole siciliane sono i tempi lunghi della burocrazia. Servono 13 autorizzazioni per realizzare un impianto. E intanto, la Gse, gestore europeo dell’energia, che attualmente ha fissato un contributo di O,44 centesimi per ogni kw di un impianto integrato costruito su una tettoia, ridurrà progressivamente del 6 per cento questa cifra ogni 6 mesi. Dall’assessorato all’Energia affermano che “si sta studiando un regolamento per sostenere le iniziative energetiche dei produttori agricoli e delle piccole e medie imprese, che dovrebbe entrare in vigore entro fine anno”. Tra gli obiettivi principali, quello di ridurre la burocrazia. Gli interventi saranno stabiliti in base alla soglia di energia prodotta dai pannelli dell’azienda oppure secondo il rapporto tra reddito prodotto dalla fonte energetica e il fatturato dell’impresa. L’unico rischio è quello di fare di tutta la zona sudest della Sicilia un enorme campo fotovoltaico con gravi danni per l’ecosistema e per l’economia agricola ma vista la situazione del settore non sappiamo se è un male o un bene.

