10 marzo 2010
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Nelle acque agitate del Pdl siciliano, diviso sul sostegno al governatore Raffaele Lombardo (Mpa) e lacerato dalla contrapposizione tra l’area vicina al sottosegretario Gianfranco Miccichè e l’asse Schifani-Alfano, entra un altro tema: il ruolo del Pd. Lo lancia il vicepresidente del Senato, Domenico Nania, uno dei due coordinatori del Pdl nell’Isola, che invita Angelino Alfano e Renato Schifani “a fare chierezza” e a chiedere ai due assessori della giunta, vicini alle posizioni del Guardasigilli e del presidente del Senato, di dimettersi “e togliere così ogni alibi al Pd, che mentre dice che il Pdl in Sicilia è finito, sostiene il governo Lombardo”. Il Partito democratico e l’Udc, che stanno all’opposizione, hanno 41 deputati su 90 all’Ars, “numeri sufficienti per sfiduciare Lombardo”, osserva Nania, il quale lancia un messaggio distensivo a Miccichè, da sempre vicino al governatore: “È vero – dice – nel Pdl non c’è chiarezza, nè potrebbe esserci in chi predica bene e razzola male. È giunto il momento di ritirare i due assessori dalla giunta regionale in rappresentanza dei due leader siciliani dell’ex Fi, senza che questo significhi assolutamente ritirare il sostegno a un governatore che dobbiamo continuare a sostenere lealmente. Il ritiro degli assessori – insiste Nania – metterebbe in risalto il sostegno, a volte camuffato, a volte palese, dei tanti Cracolici (capogruppo Pd all’Ars, ndr) e Lumia (senatore Pd, ndr), ma ridarebbe dignità alla politica”. La risposta del Guardasigilli non si fa attendere: “Rispondo al senatore Nania perchè sono tra quelli che, in Sicilia, lo considerano il coordinatore regionale. Ho il piede in una staffa sola, che è quella di Silvio Berlusconi, anche quando ciò comporta qualche rinuncia alle mie opinioni. A Berlusconi compete la stipula e la rottura delle alleanze, a maggior ragione quando esse hanno riflessi nella politica nazionale”. Nania contro replica, ribadendo che “dimettersi dalla giunta regionale non significa uscire dalla maggioranza, ma esporre con coerenza le ragioni del Pdl e stanare il Pd dall’ambiguità che lo caratterizza”. Stizzita la risposta del segretario regionale dei democratici, Francantonio Genovese: “Non permetto a nessuno - afferma -, di affrontare le beghe interne al Pdl gettando discredito sul mio partito”. In serata l’altro coordinatore del Pdl, Giuseppe Castiglione, allontana dalla polemica la vicenda Pd e smorza i toni sulle questioni interne: “Le dimissioni dei due assessori sono un fatto marginale, la vera questione è ritrovare l’unità del partito per essere credibili nei confronti di Lombardo, che ha lavorato per dividere il Pdl”. L’appello all’unità è innanzitutto rivolto a Miccichè, che Castiglione – nonostante i duri scontri dialettici di questi mesi – considera “una risorsa del partito” (agenzia Asca)