Archivi per la categoria ‘Informazione’
Monti chiama a rapporto Alfano, Bersani e Casini
L’ incidente sulla responsabilità dei giudici, e poi le nuove fibrillazioni del Pd sull’articolo 18, il movimentismo del Pdl sulle liberalizzazioni: ce n’è abbastanza per far scattare l’allarme rosso a palazzo Chigi. Dove ieri sera i leader di Pdl, Pd e Terzo Polo si sono incontrati col presidente Monti. Vertice in agenda da tempo, si diceva ieri sera per gettare acqua sul fuoco, per discutere di Europa, e per ascoltare dalla viva voce del premier i risultati del Consiglio europeo. In realtà si è trattato di un check su tutti i dossier aperti, dalle liberalizzazioni alla riforma del lavoro, dal milleproroghe che sta per arrivare in Senato al rischio di imbottigliamento dei vari provvedimenti, sino al tema giustizia. Ma è innanzitutto «il voto contro i magistrati», che ha rinsaldato l’asse Pdl-Lega ed ha fatto imbestialire Bersani, a preoccupare. Perché, visto dalla parte del governo, potrebbe rappresentare un segnale (brutto) per tutte le misure economiche che in questi giorni stanno iniziando il loro cammino parlamentare. Ad Alfano, Bersani e Casini il premier ha spiegato di «comprendere» le difficoltà dei partiti, ma ha chiesto loro di non esagerare per non rischiare di compromettere il percorso avviato. Risposta dei tre leader: bene, allora bisogna chiudere al più presto tutti i pacchetti. «Bisogna evitare che il pesce inizi a puzzare». A palazzo Chigi, nonostante incidenti e sgambetti, «nessuno teme per la tenuta del governo», però si vuole capire se quello di ieri sulla legge comunitaria sia stato solo un «sussulto» oppure rappresenti qualcosa di più serio. Nelle stanze dell’esecutivo non è certo passato inosservato il fatto che l’emendamento votato ieri alla Camera non sarebbe passato coi soli voti di Pdl e Lega. Leggi il resto di questo articolo »
Centrosinistra, primarie il 4 marzo
Centrosinistra, primarie il 4 marzo, l’accordo è stato raggiunto per le prossime amministrative a Palermo, i partiti hanno redatto un documento comune, nel quale si confermano unità e primarie per scegliere il candidato sindaco del capoluogo siciliano. I partiti hanno redatto un documento comune, il nodo amministrative si è sciolto, dopo l’assemblea delle forze politiche, escluse alleanze col Terzo Polo. Alla riunione hanno partecipato per la prima volta i segretari regionali e provinciali di Pd, Idv, Sel, Verdi, Prc-Federazione della Sinistra e i rappresentanti del cartello dei movimenti “Per Palermo e’ Ora”. Dunque anche Idv parteciperà alle primarie. La coalizione del centrosinistra deve essere mantenuta in ogni fase dell’intero percorso elettorale fino all’elezione del sindaco.
Il posto fisso? E’ un valore positivo
Il presidente del Consiglio torna a farsi intervistare – «è necessario comunicare perchè non essendo stati eletti dobbiamo conquistare la fiducia dei cittadini», dice a Repubblica.it – per spiegare anche il senso della sua recente riflessione sul posto fisso e, soprattutto, per chiarire. «Creare lavoro per i giovani non solo è un obiettivo importante ma è un obiettivo centrale della politica economica e sociale di questo governo» è la premessa del suo ragionamento che è a tutto campo, e spazia dal tema caldo della modifica dell’articolo 18, al controverso tema delle tutele e dell’ equità. IL POSTO FISSO Monti si dice «dispiaciuto» di poter aver urtato la «sensibilitàdi qualcuno» con le sue parole ma spiega che il suo giudizio sul posto fisso voleva sottolineare la diffidenza degli italiani verso la mobilità. «I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso tuta la vita», questo non significa che i loro lavori non debbano essere tutelati. L’ARTICOLO 18 Il tema «è centrale» anche se «per alcuni è la punta di una spada offensiva, per altri il centro di uno scudo difensivo… io non vorrei fosse uno scontro tra Orazi e Curiazi: il nostro scopo è passare dai miti alla realtà pragmatica e vedere come contemperare esigenze della garanzia dei diritti con forme che non scoraggino le imprese ad assumere» dice Monti che non si sbilancia sugli esiti della battaglia. «Non so se entro la fine di marzo», quando si dovranno tirare le somme del tavolo sulla riforma del lavoro, l’argomento sarà una delle tessere del mosaico in costruzione. Di certo, aggiunge poi mettendo sul piatto un’altra affermazione di peso, così comè l’art. 18 scoraggia gli investimenti. E non solo quelli delle imprese estere. Leggi il resto di questo articolo »
PD ambiguo su Lombardo Regione, rischio bancarotta
“Il Partito Democratico deve uscire da un equivoco, non può essere un partito di lotta e di governo. Alla Regione stanno con Lombardo alla Regionee poi ‘sputano’ sul governo Lombardo da Palermo”. Giampiero D’Alia, coordinatore regionale dell’Udc, commenta così l’esito del tavolo delle primarie del centrrosinistra a margine della conferenza stampa indetta a Palazzo dei Normanni per denunciare il rischio default della Regione. ”L’Udc vuole costruire una larghissima coalizione per Palermo: la città ha disperato bisogno di un grande piano di risanamento economico, ci sono problemi reali da affrontare. Purtroppo – ha aggiunto D’Alia – il centrosinistra da cinque mesi parla solo di ‘primarie si’, ‘primarie no’. Ci dispiace che il centrosinistra si sia chiuso in vecchi schemi che sono destinati a farli perdere”. Insomma, l’Udc sta a guardare, si aspetta “che Orlando si ritiri o che faccia le primarie e che il Pd ritiri il suo sotegno al governo regionale, per coerenza con quanto deciso ieri”, continua a parlare con tutti (“col Pd, col Pdl, perfino con l’Mpa, pensa un po’”, scherza D’Alia) e spera ancora di costruire una larga alleanza che rompa gli schemi tradizionali sul modello del governo Monti. Intanto, però, i casiniani lanciano l’allarme sullo stato dei conti della Regione in vista dell’approvazione del Bilancio. “La Sicilia deve scongiurare la bancarotta e approvare misure efficaci che evitino alla Regione di trovarsi nella situazione della Grecia”, dice D’Alia, che ha presentato le proposte del partito per la finanziaria. D’Alia ha fatto notare come la situazione della Regione sia emergenziale: “Basta pensare – ha detto il leader centrista – che le ultime tre leggi approvate dall’Ars, che puntano a crescita e sviluppo, sono state impugnate dal commissario dello Stato perché si ritiene che non vi siano le risorse per coprirle. “Sul fronte della spesa sanitaria mancano all’appello circa 700 milioni di euro e ci sono spese per circa 1 miliardo e 600 milioni che non hanno una copertura reale. Ed è già aumentata la pressione fiscale sui cittadini con n aumento dell’addizionale Irpef regionale di 140 milioni di euro”, ha detto il senatore, che ha sintetizzato le proposte dell’Udc tra le quali il taglio dei costi dell’Ars, il blocco degli aumenti contrattuali, il recepimento delle decisioni del governo Monti sugli enti intermedi. “Servono riforme di carattere strutturale – ha detto D’Alia -. Oggi iniziamo un confronto che ci auguriamo non parta l’ultima settimana prima dell’approvazione del Bilancio. Non accettiamo che si scarichi sul governo centrale tutto il peso della responsabilità”. L’Udc propone, tra le altre misure, una riduzione di almeno il 5 per cento delle assegnazioni all’Ars, con un risparmio di 8 milioni, un risparmio da 170 milioni derivante dal blocco degli aumenti contrattuali e di 5 milioni dal taglio di alcuni benefits per il personale regionale, un altro taglio da 150 milioni per l’acquisto di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione e 100 milioni si potrebbero risparmiare tagliando i contributi a pioggia a enti, fondazioni e associazioni. Una parte delle somme risparmiate si potrebbero investire in misure a sostegno dello sviluppo, con sgravi a sostegno di chi investe. Altri 250 milioni di risparmio deriverebbero dall’abolizione delle Province. Se il governo recepirà queste istanze, potrà essere questo il viatico per un ritorno in maggioranza dell’Udc? ? “Se fanno queste cose hanno i nostri voti gratis, non ci serve un assessore, costiamo poco”, scherza D’Alia.
Commento di Ennio Paoloni sul Primo Ministro
Ecco l’ennesima sortita che cade come un macigno sulla testa dei giovani. A buttarla sulla testa è prorio questo qui, dall’alto del suo esagerato potere che tanto-i-soldoni-suoi-non-gliegli-toglie-più-nessuno-per-tutta-la-vita-alla-facciazza-del-posto-fisso-che-monotonia-bisogna-abituarsi-a-cambiare.
HA GIA’: leggo bene “I GIOVANI devono abituarsi a cambiare”, e si, mica lui no? Bhe, vorrei tentare di esprimere nel modo più gentile ed elegante possibile, per quanto eufemistico sia vista la rabbia che monterà dentro a parecchi, il pensiero di chi vorrebbe, prima di andarsene da questo mondo, i suoi figli con un lavoro sicuro, senza dover pensare a che cosa faranno tra tre mesi, e poi dopo altri sei, e poi dopo due anni, e poi ancora dopo otto mesi, e ancora dopo altri quattro e così via per tutto il resto della loro vita. Per tutti quei giovani che studiano con impegno perchè vorrebbero farsi una famiglia diciamo così come glielo abbiamo insegnato noi, diciamo con il loro lavoretto quotidiano, con tutto in regola e non dico con tanti soldi ma con ciò che basta per vivere dignitosamente e dedicarsi ad altro che non sia pensare a cosa fare il giorno dopo, magari diventando schiavi degli aguzzini delle banche, per tutta la vita. Bene, avrei una domanda sebbene retorica per il Professor Monti: Professore, noi
siamo Italiani….ma lei chi è?
La Sicilia all’indomani del movimento dei forconi
E’ molto triste la Sicilia all’indomani del movimento dei forconi o come altro si voglia chiamare. Tutto sta tornando alla “normalità” ed è una normalità nella quale ognuno di noi è tornato a vivere la sua vita di tutti i giorni, ha risolto i problemi di approvvigionamento di carburante o di generi alimentari, ha continuato ad andare a lavorare mentre il Presidente del Consiglio che ha intrattenuto Lombardo in una discussione della quale sappiamo molto poco è tornato a parlare di flessibilità in uscita che nell’ultimo grido della dottrina liberista sempre in corso di aggiornamento semantico si chiama: mobilità nel tempo. Vuol dire che non si deve sostare a lungo nello stesso posto di lavoro forse perchè ci si arrugginisce o forse perchè bisogna cederlo a qualcuno disposto ad accettare condizioni più convenienti per l’azienda. Continua la campagna di mascariamento dei Forconi attraverso i quali si individuano le centinaia di migliaia di persone che in tutta la Sicilia hanno urlato per giorni la loro disperazione. Molti di loro vengono chiamati con disprezzo “padroncini” e si aspettano ansiosamente notizie di arresti che possano essere la prova del sillogismo enunziato da Gad Lerner che nulla in Sicilia sfugge alla infiltrazione della mafia, che tutto è mafia. Le mense della caritas si affollano di nuovi conviviali di giovani coppie o di pensionati che non riescono a sopravvivere da soli. Grande parte del tessuto sociale regge per il ruolo della famiglia nella quali i nonni o i genitori integrano o costituiscono il reddito spesso miserrimo dei loro figli ad opera della terribile svalutazione del valore del lavoro. Leggi il resto di questo articolo »
Lombardo avvia collaborazione con ministro Barca
Il governatore siciliano in merito ai tavoli tecnici che si svolgeranno a Roma, si incontrerà con il ministro Barca per trattare dei fondi strutturali, che ancora tardano ad arrivare. Il primo incontro c’è stato, adesso sia avvia la collaborazione in senso stretto. A partire dal 7 febbraio è fissato il primo incontro con i tecnici del ministero, il ministro Barca arriverà anche in Sicilia , per visitare alcuni luoghi e alcune imprese importanti del nostro sistema economico. l tavolo sul federalismo fiscale e l’autonomia finanziaria si è insediato, adesso si parlerà di ecobonus per cui si andrà avanti con con le trattative.
Critiche a Monti sul posto fisso
Mentre la Marcegaglia lo difende spiegando che si tratta di una condizione superata, sul web esplode la rabbia dei giovani vero il presidente del Consiglio. Critiche arrivano anche dal Pd, che attraverso il parlamentare Nicola La torre bolla l’uscita del premier come una “sciocchezza” e dal Pdl che con Roberto Formigoni commenta: “Che monotonia il posto fisso? Non mi sognerei di dirlo. Andate a spiegare la noia di un lavoro garantito ai quasi tre milioni di disoccupati”. Secondo Marcegaglia, il posto fisso “non è monotono, ma bisogna prendere atto che in questa situazione il posto fisso non c’è più”. Diversamente, il leader della Cgil, Susanna Camusso, dichiara: “In Italia ci sarebbero tantissime persone felici di annoiarsi e tantissime che non possono perchè stanno cercando un posto di lavoro”. E su Twitter e Facebook corre la ribellione al grido di vergogna!. Su Internet in molti definiscono l’intervento del Professore il “primo grave errore comunicativo del premier” e una dichiarazione “fuori dalla realtà”. Sì perchè è fuori dalla realtà, come fanno notare sui social network, ottenere un mutuo dalla banca per l’acquisto di un immobile senza il “posto fisso” in questione. C’è infatti chi risponde: “Vallo a dire alla banca quando chiedi il mutuo. O quando arrivano le bollette, FISSE, ogni santo mese”. Dalla rabbia alla antipolitica il passo é breve. In molti se la prendono con quella politica sempre più lontana dal mondo reale delle persone e dei lavoratori che lottano giorno dopo giorno per arrivare a fine mese, stretti tra precariato e disoccupazione. Poi c’è chi ironizza sarcasticamente scrivendo: “Ragazzi il posto fisso è una monotonia, prendete esempio da me che ho 3 stipendi diversi (senatore a vita, professore e presidente del consiglio)”. Leggi il resto di questo articolo »
SI A RESPONSABILITA’ DEI MAGISTRATI
(AGI) – Roma, 2 feb. – Pd, Fli e Idv insorgono contro la Lega e il Pdl. Piu’ cauto l’Udc. I democratici chiedono l’intervento del premier Mario Monti, i dipietristi invitano il Capo dello Stato a riflettere prima di firmare una legge simile. E’ scontro aperto alla Camera dopo il via libera, con voto segreto, dell’emendamento targato Carroccio sulla responsabilita’ civile dei magistrati. E il governo, per la quinta volta da quando si e’ insediato a palazzo Chigi, viene battuto in una votazione dopo aver espresso parere negativo. Ma il sottosegretario Antonio Catricala’ tranquillizza: il voto di oggi “non portera’ problemi alla maggioranza”, e assicura che “la norma verra’ modificata al Senato”. Il ministro Enzo Moavero Milenese, intervenendo in aula, ha assicurato “il fermo impegno del governo ad affrontare la tematica della responsabilita’ dei magistrati ma nel quadro di una disciplina organica”. Dopo il voto, il Guardasigilli Paola Severino ha auspicato che “ci siano gli spazi per un’ulteriore riflessione sul tema, per riaprire il dialogo e verificare se vi siano soluzioni diverse. Confido – ha aggiunto – che in seconda lettura si possa discutere di come migliorarlo perche’, interventi-spot su questa materia, possono rendere poco armonioso il quadro generale”. Ma e’ soprattutto la politica a dividersi, e la maggioranza bipartisan che sostiene Monti si spacca, mentre Pdl e Lega tornano a votare uniti, come e’ successo giorni fa sul ‘caso’ Cosentino. Difficile, a causa dello scrutinio segreto, fare un calcolo esatto su come hanno votato i vari gruppi: ma stando ai tabulati e incrociando i dati sarebbero circa duecento i deputati della maggioranza che sostiene Monti che hanno votato a favore dell’emendamento leghista. Da qui deriva che anche tra le fila del Pd, Idv e Terzo Polo, n Leggi il resto di questo articolo »


