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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 05:32:52 +0000</pubDate>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 05:19:46 +0000</pubDate>
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		<title>Pdl Sicilia contro il governo tecnico</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 05:16:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9477" title="lombaberlu" src="http://www.siciliasud.net/wp-content/uploads/2010/09/lombaberlu-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Domani Lombardo da Berlusconi &#8220;Ribadiamo il nostro no convinto all&#8217;ipotesi di un esecutivo composto da tecnici&#8221;, dicono Micciché, Misuraca e Scalia. Lombardo domani incontrerà il premier Silvio Berlusconi e Raffaele Lombardo  &#8221;Il Pdl Sicilia resta unito nelle scelte politiche che riguardano il futuro dell&#8217;Isola&#8221;. Lo dichiarano i tre cofondatori, Gianfranco Micciché, Dore Misuraca e Pippo Scalia, dopo il vertice che hanno tenuto a Roma. &#8220;Ribadiamo &#8211; sottolineano in una nota &#8211; il nostro no convinto all&#8217;ipotesi di un esecutivo composto da tecnici. La politica siciliana ha il diritto e il dovere di governare la Regione. <span id="more-9476"></span>Un compito che spetta a chi ha alle spalle il consenso popolare&#8221;. La posizione politica espressa dai tre cofondatori è stata confermata da Micciché nel corso di un incontro avvenuto, sempre a Roma, con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. &#8220;A Lombardo &#8211; hanno aggiunto i leader del Pdl Sicilia &#8211; è stata ribadita la necessità che il Parlamento siciliano, su input dell&#8217;attuale governo regionale, vari al più presto alcune importanti riforme strutturali, a cominciare dalla semplificazione amministrativa, passaggio necessario per accelerare la spesa dei fondi europei. Contestualmente al varo delle riforme concludono i tre parlamentari è più che mai opportuno che il governo appronti il disegno di legge su bilancio e Finanziaria che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre. A gennaio del prossimo anno ci sarà il tempo per una verifica dell&#8217;attività di governo&#8221;. Lombardo domani incontrerà il premier Silvio Berlusconi per parlare proprio degli equilibri alla Regione. Il governatore, intanto, attraverso il suo blog è tornato a parlare di giunta: &#8220;Il governo dei tecnici non mi appassiona in maniera particolare. Anch&#8217;io mi sento più a mio agio circondato da cosiddetti politici come me, eletti dalla gente e titolari di una rappresentanza chiara. Bisogna vedere però come accrescere i numeri di questa maggioranza che dovrà essere determinata per portare avanti ancora una serie di riforme fondamentali per la vita della Sicilia. Occorre cambiare il sistema in cui funziona la Regione, decentrare i poteri ai comuni, farli organizzare in liberi consorzi, reimpostare la politica agricola sui controlli e impostare una politica del turismo del tutto diversa&#8221;.  Lombardo si è poi rivolto così alle altre forze politiche: &#8220;Tutti dovranno fare il loro dovere aiutando la Sicilia, aiutando i cittadini senza figli e figliastri. Senza amici cui dire di sì e non amici a cui dire di no se non passano nella segreteria di tizio o di caio. Deve valere così per la sanità come per la cultura, per l&#8217;agricoltura come per tutto il resto. E&#8217; la Sicilia che cambia e per fare queste cose io credo che ci voglia una grande determinazione e una grande compattezza&#8221;.</p>
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		<title>Fini: &#8220;Arrivo a fine legislatura&#8221;</title>
		<link>http://www.siciliasud.net/fini-arrivo-a-fine-legislatura/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 05:13:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9474" title="ini" src="http://www.siciliasud.net/wp-content/uploads/2010/09/ini1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> &#8221;Presidente della Camera lo sono ora e lo saro&#8217; per tutta la legislatura&#8221;. Gianfranco Fini lo dice subito, quasi a voler sgomberare in modo netto il campo anche dal piu&#8217; piccolo equivoco e, nel corso di una lunga intervista al nuovo Tg della 7, spiega che &#8220;la Camera non e&#8217; la &#8216;dependance del governo&#8217; e che le istituzioni non sono di proprieta&#8217; di nessuno. Anzi, sottolinea, &#8220;sarebbe grave se qualcuno, e in particolar modo il presidente del Consiglio, dicesse &#8216;ti abbiamo eletto noi e devi rispondere a noi&#8221;&#8216;. Una risposta diretta, secca, indirizzata a Berlusconi e Bossi che solo ieri notte avevano annunciato di voler andare da Napolitano per chiedere la sua testa. Regolamento alla mano Fini ha svolto una rapida lezione costituzionale agli ex alleati consigliando loro di desistere dalle intenzioni bellicose contenute nel documento redatto ad Arcore perche&#8217; &#8220;se volessero salire al Colle dimostrerebbero di essere degli analfabeti in diritto costituzionale: nessuno &#8211; ha ribadito &#8211; nemmeno il capo dello Stato, puo&#8217; indurre quelle dimissioni&#8221;. E se proprio al Quirinale volessero andarci &#8211; &#8220;e&#8217; questo e&#8217; sacrosanto e doveroso&#8221; &#8211; lo facessero &#8220;ma per parlare della situazione politica&#8221;. Non regala nuovi titoli il presidente della Camera rispetto a quelli che hanno occupato i giornali dopo Mirabello, ma nella prima intervista dopo oltre un mese, l&#8217;ex leader di An ci tiene a precisare e ribadire tutti i concetti espressi dal palco della festa tricolore. Ad iniziare dal certificato di morte che redige per il Pdl che, nato da un patto fondativo siglato da lui e da Berlusconi, con &#8220;il mio allontanamento in due ore e senza che io potessi esporre le mie ragioni&#8221;, perde di fatto la propria &#8216;ragione sociale&#8217;. Una rottura che, pur passando per lo sviluppo del progetto di Futuro e Liberta&#8217; in qualcosa di piu&#8217; di un semplice gruppo parlamentare, non vuole precipitare il paese verso le elezioni. Anzi, scandisce Fini: &#8220;Votare ora sarebbe da irresponsabili&#8221; e &#8220;il governo deve pensare a governare&#8221;. Certo, aggiunge subito dopo, non come ha fatto finora. Ma prestando ascolto, ad esempio, ad iniziare dalla discussione &#8220;di come tradurre in concreto i punti del programma per migliorarli e limitare i danni&#8221; alla collettivita&#8217; Se cosi&#8217; non fosse, assicura, &#8220;Futuro e Liberta&#8217; sarebbe prontissimo al voto in primavera&#8221;. Anche se, ricorda, in caso venisse meno la maggioranza, &#8220;la parola passerebbe al Capo dello Stato&#8221;. No, dunque, a &#8220;elezioni evocate per regolare i conti&#8221;. Ma no anche alla &#8220;lapidazione&#8221; mediatica di cui Fini si e&#8217; sentito vittima. Premettendo di sentirsi &#8220;sereno e con la coscienza a posto&#8221;, il presidente della Camera chiude il proprio intervento affrontando la vicenda della casa di Montecarlo: &#8220;li&#8217; &#8211; dice &#8211; non ci sono mai stato&#8221; e chi dice il contrario &#8220;deve provarlo&#8221;. Per il resto &#8220;sono sereno perche&#8217; non ho nulla da nascondere ne&#8217; da temere&#8221;.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9474" title="ini" src="http://www.siciliasud.net/wp-content/uploads/2010/09/ini1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> &#8221;Presidente della Camera lo sono ora e lo saro&#8217; per tutta la legislatura&#8221;. Gianfranco Fini lo dice subito, quasi a voler sgomberare in modo netto il campo anche dal piu&#8217; piccolo equivoco e, nel corso di una lunga intervista al nuovo Tg della 7, spiega che &#8220;la Camera non e&#8217; la &#8216;dependance del governo&#8217; e che le istituzioni non sono di proprieta&#8217; di nessuno. Anzi, sottolinea, &#8220;sarebbe grave se qualcuno, e in particolar modo il presidente del Consiglio, dicesse &#8216;ti abbiamo eletto noi e devi rispondere a noi&#8221;&#8216;. Una risposta diretta, secca, indirizzata a Berlusconi e Bossi che solo ieri notte avevano annunciato di voler andare da Napolitano per chiedere la sua testa. Regolamento alla mano Fini ha svolto una rapida lezione costituzionale agli ex alleati consigliando loro di desistere dalle intenzioni bellicose contenute nel documento redatto ad Arcore perche&#8217; &#8220;se volessero salire al Colle dimostrerebbero di essere degli analfabeti in diritto costituzionale: nessuno &#8211; ha ribadito &#8211; nemmeno il capo dello Stato, puo&#8217; indurre quelle dimissioni&#8221;. E se proprio al Quirinale volessero andarci &#8211; &#8220;e&#8217; questo e&#8217; sacrosanto e doveroso&#8221; &#8211; lo facessero &#8220;ma per parlare della situazione politica&#8221;. Non regala nuovi titoli il presidente della Camera rispetto a quelli che hanno occupato i giornali dopo Mirabello, ma nella prima intervista dopo oltre un mese, l&#8217;ex leader di An ci tiene a precisare e ribadire tutti i concetti espressi dal palco della festa tricolore. Ad iniziare dal certificato di morte che redige per il Pdl che, nato da un patto fondativo siglato da lui e da Berlusconi, con &#8220;il mio allontanamento in due ore e senza che io potessi esporre le mie ragioni&#8221;, perde di fatto la propria &#8216;ragione sociale&#8217;. Una rottura che, pur passando per lo sviluppo del progetto di Futuro e Liberta&#8217; in qualcosa di piu&#8217; di un semplice gruppo parlamentare, non vuole precipitare il paese verso le elezioni. Anzi, scandisce Fini: &#8220;Votare ora sarebbe da irresponsabili&#8221; e &#8220;il governo deve pensare a governare&#8221;. Certo, aggiunge subito dopo, non come ha fatto finora. Ma prestando ascolto, ad esempio, ad iniziare dalla discussione &#8220;di come tradurre in concreto i punti del programma per migliorarli e limitare i danni&#8221; alla collettivita&#8217; Se cosi&#8217; non fosse, assicura, &#8220;Futuro e Liberta&#8217; sarebbe prontissimo al voto in primavera&#8221;. Anche se, ricorda, in caso venisse meno la maggioranza, &#8220;la parola passerebbe al Capo dello Stato&#8221;. No, dunque, a &#8220;elezioni evocate per regolare i conti&#8221;. Ma no anche alla &#8220;lapidazione&#8221; mediatica di cui Fini si e&#8217; sentito vittima. Premettendo di sentirsi &#8220;sereno e con la coscienza a posto&#8221;, il presidente della Camera chiude il proprio intervento affrontando la vicenda della casa di Montecarlo: &#8220;li&#8217; &#8211; dice &#8211; non ci sono mai stato&#8221; e chi dice il contrario &#8220;deve provarlo&#8221;. Per il resto &#8220;sono sereno perche&#8217; non ho nulla da nascondere ne&#8217; da temere&#8221;.</p>
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		<title>Situazione politico-amministrativa alla Provincia, di Ragusa, interviene l’Mpa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 05:07:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9470" title="BARFRERA" src="http://www.siciliasud.net/wp-content/uploads/2010/09/BARFRERA.jpg" alt="" width="85" height="85" />“Il presidente dell’Ente di viale del Fante ha tirato fuori dal suo cilindro un nuovo ed interessante slogan magico: “Si al patto di fine legislatura”, il cui significato è poco chiaro, ma par che sia la nuova formula magica partorita dalla mente di Antoci, la panacea, insomma, capace di curare tutti i mali della provincia”. Così esordisce Piero Barrera, Consigliere Provinciale Capogruppo Mpa, che interviene sulla situazione politico amministrativa alla Provincia. <span id="more-9469"></span>Il Presidente Franco Antoci ha infatti annunciato che entro la seconda settimana di settembre verificherà lo stato politico amministrativo della provincia con la “sottoscrizione di un patto di fine mandato”, quasi ad indicare egli stesso la nuova politica per il “nuovo Partito della Nazione”, ammonendo nel contempo i deputati iblei della sua coalizione di maggioranza di cui non si esime dal sottolineare i “troppi personalismi”, considerato che “i tempi della verifica politico-amministrativa alla Provincia sono maturi”.  “Il gruppo consiliare dell’Mpa, nel prendere atto della diplomatica e sottile sfumatura di ammissione di fallimento amministrativo della sua amministrazione, non può non sottolineare la distrazione di Antoci che s’è accorto a distanza di tre anni di amministrazione provinciale, che molte cose non funzionano – dice Barrera &#8211; e che, in viale del Fante, i partiti, anzi i deputati iblei dei partiti che compongono la maggioranza, non hanno fatto altro che curare i propri interessi e quelli degli amici, disattendendo il mandato affidato loro dai cittadini. E, comunque meglio tardi che mai”.  L’Mpa si augura che le eventuali future trasformazioni di Antoci e dei suoi alleati non siano una sorta di metempsicosi di carattere filosofico o un’autentica gattopardesca trasformazione di cambiamento di tutto per non cambiare proprio nulla (utilizzando un termine che il Presidente Antoci stesso ama ripetere). I Consiglieri di opposizione dell’Mpa al Consiglio provinciale con soddisfazione e piacere prendono atto, poi, del fatto che il Presidente Antoci si riscopre neofita “autonomista”, che ammonisce tutti perché s’impegnino “seriamente in politica” e si riapproprino del proprio territorio mettendosi al servizio della gente “senza farsi travolgere dai personalismi che in questa fase stanno predominando, e provocano nei cittadini disaffezione, disagio e rabbia” come Antoci stesso ha affermato. “L’Mpa non può non tenere in seria considerazione le dichiarazioni del Presidente Antoci – dice Barrera – che invita ad effettuare una più larga e ampia esplorazione fra tutti i partiti e movimenti presenti nell’arco provinciale al fine di verificare se esistono ancora le condizioni per continuare ad amministrare l’Ente o rimettere il mandato nelle mani dei cittadini. L’Mpa si dichiara pronto e disponibile se dovessero giungere segnali nuovi di cambiamento per rimettere in cammino la Provincia e il suo sviluppo, pronto a scendere in campo e a far la propria parte con tutti coloro che propongono programmi efficaci e innovativi in favore dei giovani per la loro occupazione e per lo sviluppo del territorio, al di sopra e al di là di personalismi e diatribe, contrariamente a quanto s’accanisce a sostenere l’on. Innocenzo Leontini che riesce a guardare soltanto attraverso i suoi specchi che riflettono simpatie, antipatie e interessi di tutt’altra natura che nulla hanno a che vedere con gli interessi della collettività e lo sviluppo del territorio ibleo. L’Mpa – conclude Barrera &#8211; guarda unicamente in direzione di programmi seri che rilancino gli investimenti (utilizzo immediato e rimodulazione dei fondi ex Insicem) l’amministrazione dell’Ente e salvaguardino gli interessi del territorio e della collettività. Diversamente si dia la parola ai cittadini”.  Gruppo Mpa Consiglio Provinciale</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9470" title="BARFRERA" src="http://www.siciliasud.net/wp-content/uploads/2010/09/BARFRERA.jpg" alt="" width="85" height="85" />“Il presidente dell’Ente di viale del Fante ha tirato fuori dal suo cilindro un nuovo ed interessante slogan magico: “Si al patto di fine legislatura”, il cui significato è poco chiaro, ma par che sia la nuova formula magica partorita dalla mente di Antoci, la panacea, insomma, capace di curare tutti i mali della provincia”. Così esordisce Piero Barrera, Consigliere Provinciale Capogruppo Mpa, che interviene sulla situazione politico amministrativa alla Provincia. <span id="more-9469"></span>Il Presidente Franco Antoci ha infatti annunciato che entro la seconda settimana di settembre verificherà lo stato politico amministrativo della provincia con la “sottoscrizione di un patto di fine mandato”, quasi ad indicare egli stesso la nuova politica per il “nuovo Partito della Nazione”, ammonendo nel contempo i deputati iblei della sua coalizione di maggioranza di cui non si esime dal sottolineare i “troppi personalismi”, considerato che “i tempi della verifica politico-amministrativa alla Provincia sono maturi”.  “Il gruppo consiliare dell’Mpa, nel prendere atto della diplomatica e sottile sfumatura di ammissione di fallimento amministrativo della sua amministrazione, non può non sottolineare la distrazione di Antoci che s’è accorto a distanza di tre anni di amministrazione provinciale, che molte cose non funzionano – dice Barrera &#8211; e che, in viale del Fante, i partiti, anzi i deputati iblei dei partiti che compongono la maggioranza, non hanno fatto altro che curare i propri interessi e quelli degli amici, disattendendo il mandato affidato loro dai cittadini. E, comunque meglio tardi che mai”.  L’Mpa si augura che le eventuali future trasformazioni di Antoci e dei suoi alleati non siano una sorta di metempsicosi di carattere filosofico o un’autentica gattopardesca trasformazione di cambiamento di tutto per non cambiare proprio nulla (utilizzando un termine che il Presidente Antoci stesso ama ripetere). I Consiglieri di opposizione dell’Mpa al Consiglio provinciale con soddisfazione e piacere prendono atto, poi, del fatto che il Presidente Antoci si riscopre neofita “autonomista”, che ammonisce tutti perché s’impegnino “seriamente in politica” e si riapproprino del proprio territorio mettendosi al servizio della gente “senza farsi travolgere dai personalismi che in questa fase stanno predominando, e provocano nei cittadini disaffezione, disagio e rabbia” come Antoci stesso ha affermato. “L’Mpa non può non tenere in seria considerazione le dichiarazioni del Presidente Antoci – dice Barrera – che invita ad effettuare una più larga e ampia esplorazione fra tutti i partiti e movimenti presenti nell’arco provinciale al fine di verificare se esistono ancora le condizioni per continuare ad amministrare l’Ente o rimettere il mandato nelle mani dei cittadini. L’Mpa si dichiara pronto e disponibile se dovessero giungere segnali nuovi di cambiamento per rimettere in cammino la Provincia e il suo sviluppo, pronto a scendere in campo e a far la propria parte con tutti coloro che propongono programmi efficaci e innovativi in favore dei giovani per la loro occupazione e per lo sviluppo del territorio, al di sopra e al di là di personalismi e diatribe, contrariamente a quanto s’accanisce a sostenere l’on. Innocenzo Leontini che riesce a guardare soltanto attraverso i suoi specchi che riflettono simpatie, antipatie e interessi di tutt’altra natura che nulla hanno a che vedere con gli interessi della collettività e lo sviluppo del territorio ibleo. L’Mpa – conclude Barrera &#8211; guarda unicamente in direzione di programmi seri che rilancino gli investimenti (utilizzo immediato e rimodulazione dei fondi ex Insicem) l’amministrazione dell’Ente e salvaguardino gli interessi del territorio e della collettività. Diversamente si dia la parola ai cittadini”.  Gruppo Mpa Consiglio Provinciale</p>
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