I sondaggi di Siciliasud.net        


           

Archivi per la categoria ‘Politica’

Miccichè presenta il suo Pdl Sicilia: “Ora intervengano Berlusconi e Fini”

miccichèAlea iacta est, il dado è tratto. E la rottura interna al Pdl, ormai, è servita. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè ha presentato ufficialmente la sua creatura, il Pdl Sicilia, costola che si contrappone al Pdl ufficiale guidato a livello regionale da Giuseppe Castiglione e Domenico Nania, e che a livello nazionale fa capo alle aree legate al ministro di Giustizia, Angelino Alfano, e al presidente del Senato, Renato Schifani. Più che una costola, il neonato gruppo che si è costituito all’Assemblea regionale siciliana e che presto nascerà anche negli altri Enti locali dell’Isola. Sì, perché conta già 15 deputati – ex Forza Italia fedeli a Micciché e ex di An fedelissimi del presidente della Camera Gianfranco Fini – solo quattro in meno del Pdl ufficiale, e perché è già al governo della Regione, al fianco del presidente Raffaele Lombardo (Mpa)che benedice l’operazione.Tanto tuonò che piovve, si potrebbe dire. Era da tempo che le tensioni in Sicilia covavano. Leggi il resto di questo articolo »

Pdl: Scalia propone un triunvirato per ricomporre le frizionii

scALIAProcede a velocità moderata lo scontro interno al Pdl siciliano. Nessuna  fase di stallo, la temperatura resta sempre alta. La dialettica fra le diverse anime del partito va avanti a colpi di proposte che, se non altro, mirano a sondare le reazioni degli “avversari”. L’ultima proposta è stata lanciata dall’ex coordinatore regionale di An, Pippo Scalia e prevede un Pdl siciliano retto da un triunvirato: Alfano, Miccichè e un finiano. La proposta di Scalia è frutto di un ragionamento a tavolino e nasce nell’ambito dell’asse di ferro che i finiani hanno costituito con i “ribelli” di Gianfranco Miccichè e gli uomini vicini al parlamentare nazionale, Dore Misuraca. Leggi il resto di questo articolo »

Il Pdl-Sicilia è l’antidoto al Partito del Sud?

miccilombIl Pdl-Sicilia è l’antidoto al Partito del Sud. Silvio Berlusconi non lo ostacola, anzi. Gianfranco Miccichè può andare avanti. Il Pdl-Sicilia è una pistola con la pallottola in canna puntata su Raffaele Lombardo, il quale deve sapere che se mette in campo, con uomini del Pdl o da solo, il Partito del Sud, avrà un concorrente assai temibile sul suo stesso terreno di caccia, l’autonomismo e la rappresentanza politica del meridione. Giuseppe Castiglione è diventato perciò un agnellino. Supera perciò ogni remora si appella all’unità del Pdl, del centrodestra nell’azione di governo. Rinuncia a ipotizzare una exit strategy dal governo Lombardo Leggi il resto di questo articolo »

Perchè un sindaco donna?

il futuro è donnaLe ragioni per sostenere il progetto amministrativo della candidata sindaco donna al Comune di Ispica sono molte per poterle qui enumerare tutte. Occorre innanzi tutto porre in particolare evidenza la ragione del fatto che generalmente viene dato un giudizio fortemente negativo alla Giunta Rustico che , finalmente finirà di  amministrare Ispica, per la sua latitanza sulla: trasparenza, capacità innovativa nel campo ambientale, sociale, culturale, scolastico; sull’educazione alla legalità, sulla raccolta differenziata e sul riciclaggio dei rifiuti; sul piano dell’energia rinnovabile, nell’innovazione ecologica e nella difesa dell’ambiente; nei rapporti con il volontariato, l’associazionismo e la comunità religiosa; sugli insediamenti produttivi, sulla capacità di crescita e di sviluppo produttivo ed economico della città, tutti elementi prioritari del programma , sbandierati in campagna elettorale, chiacchere erano e chiacchere  sono rimaste. Cambiare, è una necessità, una esigenza, una priorità per la città di Ispica. Perché un sindaco donna? C’è bisogno, innanzitutto di molta chiarezza nella politica locale. La lista della futura candidata a Sindaco di Ispica sarà la dimostrazione di un coraggio straordinario, che apre un’importante sfida. La candidata in predicato ci mette la faccia, ci mette le idee, e mette per la prima volta il paese in condizione di essere parte di una filiera politica senza precedenti. Per i suoi trascorsi, ha tutte le caratteristiche per vincere questa battaglia in prima battuta, è una persona competente ed ha una squadra preparata. E’ una persona che la maggioranza della città di Ispica, le ha dimostrato, in varie occasioni, affetto e devozione che la metterà in condizione di fare voltare pagina a questa bella cittadina. Faremo squadra sul nostro paese, portando a casa risultati importanti come nessuno ha mai fatto. La nostra candidata sarà la vincitrice di queste elezioni. Nessuno potrà essere alla sua altezza ed Ispica sarà pronta ad avere il suo sindaco donna di un certo spessore. E  da cittadino che ama Ispica chiedo di non mollare, perchè qui, c’è bisogno di lei,  e non senta  le sirene, il cui interesse va oltre le loro melodie, non si faccia incantare si leghi all’albero dei veri amici e si tappi  bene le orecchie. Siamo pronti a collaborare per rendere irriconoscibile , in senso positivo, la nostra città.

Cracolici strizza l’occhio a Lombardo

cracoliciDisposti a sostenerlo, ma solo se chiude con il centrodestra”. La giunta presieduta da Raffaele Lombardo è sostenuta sulla carta da Pdl e Mpa. Ma all’interno del centrodestra sono nate divisioni che poi hanno portato all’azzeramento della vecchia giunta e alla formazione di un nuovo esecutivo senza l’Udc e con la presenza di alcuni tecnici. Il presidente Lombardo ha espresso plauso per il ruolo dell’opposizione e criticato i suoi alleati. “Il Pd serve alla Sicilia – sostiene il presidente del gruppo parlamentare Pd all’Ars Antonello Cracolici, deve essere in grado di dare una speranza di governo alternativo e per farlo occorre avere una strategia che sappia costruire nuove alleanza”. “Nessuna pregiudiziale – dice – nei confronti dell’Udc purché si liberi del sistema cuffariano. Lombardo azzeri la giunta e dichiari finito il centrodestra in Sicilia, solo a quel punto il Pd potrebbe essere  

Vittorio Feltri contro Gianfranco Fini

feltriFeltri è ritornato a sparare a pallettoni, ma questa volta l’invettiva contro Fini rappresenta una sua legittima opinione non supportata da fatti.  Gianfranco Fini in tutti i sondaggi,   è tra le prime tre posizioni tra i politici che godono di maggior fiducia in Italia. Il suo posizionamento “liberal” che Feltri reputa un tradimento, non si è manifestato adesso, ma si tratta di un lungo percorso personale e politico che dura ormai da tempo. L’invettiva del direttore de Il Giornale nasce come reazione, come vendetta alle dichiarazioni del presidente della Camera sul caso Boffo. La mia opinione sul caso la conoscete ed è inutile ripeterla, e aldilà dei toni francamente fastidiosi di Feltri, il suo errore sta nell’analisi politica: oggi il valore supremo che deve produrre un uomo politico è la credibilità che viene prima della notorietà e della visibilità e Fini caparbiamente, ormai da tempo, Leggi il resto di questo articolo »

Lo stato dell’Arte del Pdl alla Regione Siciliana

pdlIl Pdl. Il Popolo della Libertà continua a rimanere diviso. Persino il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, considerato appartenente alla corrente dei “lealisti” – vicini al ministro della Giustizia Angelino Alfano e al presidente del Senato, Renato Schifani -  non riesce a mantenere del tutto il suo ruolo super partes ed è convinto sostenitore di un rimpasto necessario nel governo regionale, oltre ad essere fortemente critico nei confronti di Lombardo. Qualche settimana fa, inoltre, c’è stata una polemica tra lo stesso Cascio e il capogruppo dell’Mpa, Francesco Musotto, sui critici bilanci regionali, con diversi botta e risposta che hanno finito con il fare rispondere al presidente dell’Ars che, forse, all’onorevole Musotto non era ancora andato giù di non essere diventato lui presidente dell’Ars. Sempre vicino ai lealisti, ma con un gruppo proprio insieme al senatore Pino Firrarello, c’è il coordinatore regionale Giuseppe Castiglione, tra i maggiori oppositori di Lombardo e, in contrasto netto con la corrente degli “ex ribelli” capitanati dal sottosegretario Gianfranco Micciché. L’ultima polemica, Castiglione ha definito esclusivamente politiche le scelte dei manager della Sanità siciliana. Al coordinatore regionale del Pdl probabilmente non è andata  giù che, ancora una volta, l’ala vicino al sottosegretario Gianfranco Micciché ha fatto la voce grossa, raccogliendo più di tutti proprio sulle nomine nella Asp e nelle Asl: fanno riferimento a Micciché, esattamente,  Franco Maniscalco, vicino anche al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e messo a capo dell’Asl di Siracusa, Fabrizio De Nicola, vicino all’assessore all’Agricoltura Michele Cimino e arruolato a capo dell’Asl di Trapani e Dario Allegra, già ai vertici delle municipalizzate di Palermo e nominato al  Civico di Palermo. Leggi il resto di questo articolo »

Casini, quo vadis?

casiniAl “centro”, corteggiatissimo perché ritenuto “ago della bilancia”, c’è Pier Ferdinando Casini. Sul settimanale Panorama il governatore della Lombardia Roberto Formigoni traccia la linea delle prossime alleanze del Pdl. “Vedo bene una nuova alleanza a livello nazionale tra Popolo della Libertà e Udc. Un’alleanza a 360 gradi, è finita l’epoca degli accordi territoriali, a macchia di leopardo”. Formigoni, con parte della vecchia Dc, punta a riportare “a casa” il figliol prodigo Casini e svela: “Ci siamo già incontrati con Pier. Con lui non servono troppe parole, ci intendiamo al volo.” Ovvio che l’operazione di “ripescaggio” dell’Udc gode del placet del Cav. Un segnale forte ai continui arrembaggi della Lega, ma anche il colpo “finale” per tagliare i ponti delle nuove alleanze del Pd. E Casini? Gongola e glissa. Prepara il meeting di Chianciano dell’ 11,12,13 settembre per dare il via (forse …) al nuovo partito di centro. Leggi il resto di questo articolo »

Berlusconi tradisce il Sud

tradisceIl Sud è stato tradito da un anno di governo Berlusconi. Ogni cosa che è stato necessario finanziare, da quelle nobili come il terremoto in Abruzzo a quelle ignobili come le multe per le quote latte, è stata finanziata togliendo fondi alle aree sottosviluppate”.Così il segretario del Partito democratico, Dario Franceschini, nel corso di una conferenza stampa per evidenziare la questione meridionale e la divergenza tra quello che il governo fa e quello che comunica di aver fatto. Critica anche la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, che chiede al premier Berlusconi da dove pensa di prendere i soldi per il sud: “Il Governo ha appena detto in Commissione Bilancio al Senato che i fondi Fas nazionali residui ammontano a poco più di due miliardi di euro. Il totale di quei fondi ammontava a poco piu’ di 25 miliardi che sono stati quasi tutti utilizzati per esigenze che nulla hanno a che vedere con le aree sottoutilizzate”. Leggi il resto di questo articolo »

La Sicilia

pattumieraLo stato dell’arte: la sicilia ha infrastrutture per trasporti – zero, fabbriche – quasi zero, cattedrali nel deserto, ovvero opere realizzate grazie ai contributi per il mezzogiorno da ricchi imprenditori del nord che sono venuti hanno elevato pilastri e superfici di cemento armato, hanno incassato i contributi e se ne sono andati lasciando le opere incompiute, cattedrali nel deserto (176 in tutta l’isola) – dicevamo – parecchie, speculazioni transitanti nell’isola sempre per arricchire il nord – abbastanza, monnezza delle fabbriche del nord seppellita un po’ qua e un po’ là con la collaborazione della mafia – un bel po’, lavoro – una cippalippa, disoccupazione – a iosa, manodopera a basso costo sfruttata e disponibile per gli imprenditori del nord. A questi problemi la Sicilia risponde imponendo le seguenti soluzioni: il ponte sullo stretto (al qual noi arriveremo con il carretto trainato dai muli passando per le mulattiere assai più sicure delle strade e dei ponti crollati perché costruiti con cemento depotenziato), appalto assegnato alla Impregilo di Sesto San Giovanni, Milano, la stessa che è sotto inchiesta per la gestione della monnezza napolitana, per l’ospedale dell’Aquila. Il Muos a Niscemi, un’enorme   stazione di telecomunicazione satellitare della Nato che ha un altissimo impatto ambientale e che è l’ennesima riprova che la sicilia per il governo altro non è se non una grande piattaforma sul mar mediterraneo per l’esercito USA; la centrale nucleare, forse in provincia di Agrigento, mentre le istituzioni locali della provincia di Ragusa si danno da fare per il  no, in ogni caso sarebbe in territorio altamente sismico, con una ricaduta di rischio altissimo, con una dequalificazione del territorio che avrebbe voluto rilanciare una economia basata sull’agricoltura e il turismo, che rende la Sicilia, un serbatoio d’energia al servizio del nord industriale Leggi il resto di questo articolo »

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