Ars laboratorio politico per eccellenza
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È sempre stato un luogo “intriso” di arcano, l’Ars, dove sono accadute, accadono e, siamo certi, accadranno ancora fatti che altrove – i cosiddetti luoghi normali – con o senza obiezioni e pillole, verrebbero inesorabilmente abortiti. Fedele alla sua endemica natura di laboratorio politico, di fucina di idee rivoluzionarie, oggi l’Ars ci fa dunque assistere, in prima visione assoluta, allo spettacolo del Popolo della Libertà che si intesta la “follia” di scardinare uno dei più solidi capisaldi delle scienze umano-social-calcistiche, decidendo di mettere in pratica, peraltro saggiandone gli imprevedibili effetti sulla propria pelle, la più rivoluzionarie delle idee: squadra che vince si cambia. Anzi, non solo si cambia, si spacca! Della nuova, eretica, creatura politica abbiamo potuto già apprezzare il primo vagito: la scritta “Sicilia” – a sostituire quella sacra “Berlusconi Presidente” – nel classico logo del Popolo della Libertà. Mancano ancora un nome di battesimo ufficialmente riconosciuto dalla Presidenza dell’Ars, un vero progetto politico, un futuro definito. Ma sono dettagli, il nuovo gruppo ormai si è costituito, vanta già 15 deputati e 5 assessori in giunta e si accinge, con tutta la carica dirompente che solo le vere rivoluzioni – specie se siciliane, soprattutto se nate a Palazzo dei Normanni – si portano dentro, a fare opposizione all’altro PdL, quello dei cosiddetti lealisti, che, sempre dai banchi del governo, l’opposizione invece la fa a Lombardo. E il Pd, l’opposizione ufficiale? Il grande Partito Democratico, che quanto a dna rivoluzionario e a fiuto politico non è secondo a nessuno, seppure ancora alle prese con i postumi della sbornia delle primarie, pare che stia cominciando a gettare le basi per una sana, costruttiva scissione… d’altronde anche loro sono pur sempre quelli del 61 a 0!

