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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 05:54:30 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.siciliasud.net/18780/buonas-domenica-4/" rel="attachment wp-att-18781"><img class="aligncenter size-full wp-image-18781" title="buonas domenica" src="http://www.siciliasud.net/wp-content/uploads/2012/02/buonas-domenica1.gif" alt="" width="600" height="432" /></a></p>
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		<title>Monti chiama a rapporto Alfano, Bersani e Casini</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 06:07:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.siciliasud.net/monti-chiama-a-rapporto-alfano-bersani-e-casini/bersani_casini_alfano/" rel="attachment wp-att-18759"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-18759" title="Bersani_Casini_Alfano" src="http://www.siciliasud.net/wp-content/uploads/2012/02/Bersani_Casini_Alfano-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217; incidente sulla responsabilità dei giudici, e poi le nuove fibrillazioni del Pd sull&#8217;articolo 18, il movimentismo del Pdl sulle liberalizzazioni: ce n&#8217;è abbastanza per far scattare l&#8217;allarme rosso a palazzo Chigi. Dove ieri sera i leader di Pdl, Pd e Terzo Polo si sono incontrati col presidente Monti. Vertice in agenda da tempo, si diceva ieri sera per gettare acqua sul fuoco, per discutere di Europa, e per ascoltare dalla viva voce del premier i risultati del Consiglio europeo. In realtà si è trattato di un check su tutti i dossier aperti, dalle liberalizzazioni alla riforma del lavoro, dal milleproroghe che sta per arrivare in Senato al rischio di imbottigliamento dei vari provvedimenti, sino al tema giustizia. Ma è innanzitutto «il voto contro i magistrati», che ha rinsaldato l&#8217;asse Pdl-Lega ed ha fatto imbestialire Bersani, a preoccupare. Perché, visto dalla parte del governo, potrebbe rappresentare un segnale (brutto) per tutte le misure economiche che in questi giorni stanno iniziando il loro cammino parlamentare. Ad Alfano, Bersani e Casini il premier ha spiegato di «comprendere» le difficoltà dei partiti, ma ha chiesto loro di non esagerare per non rischiare di compromettere il percorso avviato. Risposta dei tre leader: bene, allora bisogna chiudere al più presto tutti i pacchetti. «Bisogna evitare che il pesce inizi a puzzare». A palazzo Chigi, nonostante incidenti e sgambetti, «nessuno teme per la tenuta del governo», però si vuole capire se quello di ieri sulla legge comunitaria sia stato solo un «sussulto» oppure rappresenti qualcosa di più serio. Nelle stanze dell&#8217;esecutivo non è certo passato inosservato il fatto che l&#8217;emendamento votato ieri alla Camera non sarebbe passato coi soli voti di Pdl e Lega. <span id="more-18758"></span>«E&#8217; un voto contro le toghe &#8211; si sottolinea &#8211; non contro il governo». Ma al tempo stesso si guarda con una certa preoccupazione al riavvicinamento tra Pdl e Lega, fatto che potrebbe irrigidire il Pd su questioni altrettanto delicate come quelle affidate al ministro Fornero. Monti pensa che i partiti di maggioranza si debbano dare una sorta di comportamento d&#8217;aula per evitare altri incidenti, perché «comprende» le fibrillazioni, ma non può certo accettare che queste mettano a rischio il lavoro dell&#8217;esecutivo. Le misure al vaglio del parlamento come pure quelle che arriveranno a breve, ha spiegato Monti a Pdl, Pd e Terzo Polo, sono strettamente collegate con quanto è stato deciso lunedì a Bruxellese per questo il premier ha chiesto esplicitamente ad Alfano, Bersani e Casini di sostenere con la massima compattezzae senza tentennamenti il varo dei provvedimenti. Fari puntati innanzitutto sul Pdl visto che quello guidato da Alfano è il partito più vicino alle categorie toccate dalle liberalizzazioni, a cominciare da avvocati e farmacisti, ed in varie occasioni alcuni suoi esponenti sono arrivati a minacciare il no alla fiducia in assenza di significative modifiche al decreto. «Il partito delle lobbies si sta rafforzando e potrebbe giovare brutti scherzi», spiegava ieri un ministro in Transatlantico. A Monti il segretario Alfano ha assicurato che «non c&#8217;è alcun cambiamento di linea da parte del partito». Detto questo il Pdl «non rinuncia alle sue battaglie, farà sentire la sua voce ogni qualvolta che in Parlamento si discute di provvedimenti che riguardano i principi per cui è nato». Sul lavoro, invece, mentre il Pd minaccia il veto in assenza di intesa coi sindacati, il Pdl si schiera apertamente a favore. Incontrando il premier e il ministro del Lavoro Fornero, il segretario Alfano assieme ai capigruppo Gasparri e Cicchitto e all&#8217;ex ministro Sacconi il segretario del Pdl, hanno infatti chiesto al governo di andare avanti e far marciare la riforma.</p>
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		<title>Centrosinistra, primarie il 4 marzo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 06:06:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.siciliasud.net/centrosinistra-primarie-il-4-marzo/lupo_giuseppe-8/" rel="attachment wp-att-18771"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-18771" title="lupo_giuseppe" src="http://www.siciliasud.net/wp-content/uploads/2012/02/lupo_giuseppe-150x147.jpg" alt="" width="150" height="147" /></a>Centrosinistra, primarie il 4 marzo, l&#8217;accordo è stato raggiunto per le prossime amministrative a Palermo, i partiti hanno redatto un documento comune, nel quale si confermano unità e primarie per scegliere il candidato sindaco del capoluogo siciliano. I partiti hanno redatto un documento comune, il nodo amministrative si è sciolto, dopo l&#8217;assemblea delle forze politiche, escluse alleanze col Terzo Polo.  Alla riunione hanno partecipato per la prima volta i segretari regionali e provinciali di Pd, Idv, Sel, Verdi, Prc-Federazione della Sinistra e i rappresentanti del cartello dei movimenti &#8220;Per Palermo e&#8217; Ora&#8221;.  Dunque anche Idv parteciperà alle primarie. La coalizione del centrosinistra deve essere mantenuta in ogni fase dell&#8217;intero percorso elettorale fino all&#8217;elezione del sindaco.</p>
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		<title>Il posto fisso? E&#8217; un valore positivo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 06:03:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Consiglio torna a farsi intervistare &#8211; «è necessario comunicare perchè non essendo stati eletti dobbiamo conquistare la fiducia dei cittadini», dice a Repubblica.it &#8211; per spiegare anche il senso della sua recente riflessione sul posto fisso e, soprattutto, per chiarire. «Creare lavoro per i giovani non solo è un obiettivo importante ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.siciliasud.net/il-posto-fisso-e-un-valore-positivo/monti_47/" rel="attachment wp-att-18766"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-18766" title="monti_47" src="http://www.siciliasud.net/wp-content/uploads/2012/02/monti_47-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il presidente del Consiglio torna a farsi intervistare &#8211; «è necessario comunicare perchè non essendo stati eletti dobbiamo conquistare la fiducia dei cittadini», dice a Repubblica.it &#8211; per spiegare anche il senso della sua recente riflessione sul posto fisso e, soprattutto, per chiarire. «Creare lavoro per i giovani non solo è un obiettivo importante ma è un obiettivo centrale della politica economica e sociale di questo governo» è la premessa del suo ragionamento che è a tutto campo, e spazia dal tema caldo della modifica dell’articolo 18, al controverso tema delle tutele e dell’ equità. <strong>IL POSTO FISSO</strong> Monti si dice «dispiaciuto» di poter aver urtato la «sensibilitàdi qualcuno» con le sue parole ma spiega che il suo giudizio sul posto fisso voleva sottolineare la diffidenza degli italiani verso la mobilità. «I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso tuta la vita», questo non significa che i loro lavori non debbano essere tutelati. <strong>L&#8217;ARTICOLO 18</strong> Il tema «è centrale» anche se «per alcuni è la punta di una spada offensiva, per altri il centro di uno scudo difensivo&#8230; io non vorrei fosse uno scontro tra Orazi e Curiazi: il nostro scopo è passare dai miti alla realtà pragmatica e vedere come contemperare esigenze della garanzia dei diritti con forme che non scoraggino le imprese ad assumere» dice Monti che non si sbilancia sugli esiti della battaglia. «Non so se entro la fine di marzo», quando si dovranno tirare le somme del tavolo sulla riforma del lavoro, l’argomento sarà una delle tessere del mosaico in costruzione. Di certo, aggiunge poi mettendo sul piatto un’altra affermazione di peso, così comè l’art. 18 scoraggia gli investimenti. E non solo quelli delle imprese estere. <span id="more-18764"></span><strong>&#8220;TUTELE MODELLO DANIMARCA. NO CITTADELLA&#8221; </strong>Sul lavoro non sono gli Usa l’esempio da imitare ma l’Europa del Nord. Soprattutto «la mitica Danimarca» dove ci sono «una serie di ammortizzatori sociali e reti di protezione per il lavoratore, non per il posto». Per l’Italia quello che serve è «dare meno tutele a chi oggi ne ha troppe ed è quasi blindato nella sua cittadella, e darne di più a chi è in forme estreme di precariato o è fuori dal mercato del lavoro». <strong>EQUITÀ e TOBIN TAX </strong>Monti rivendica gli interventi per scaricare equamente il peso delle misure di risanamento. Nei fatti, spiega, «abbiamo introdotto una patrimoniale» pur senza dirlo per non urtare sensibilità, abbiamo tassato i capitali scudati mentre, anche grazie al lavoro dell’Italia, potrebbe essere «la volta buona» anche per introdurre la Tobin Tax. Anche «il mondo bancario è stato molto disturbato» mentre il governo è a buon punto anche sul dossier Ici sui beni commerciali della Chiesa. <strong>&#8220;SPREAD CASALINGO</strong>&#8221; Lo strumento che misura il differenziale con i titoli tedeschi «è diventato un termine di uso casalingo». È stato usato in modo «esagerato come arma contundente» nei confronti di Berlusconi e «ora si esagera ad usarlo come indicatore di buona condotta per il qui presente suo successore». Il suo andamento migliora «ma non ci basta nella dimensione e nella struttura e questa diminuzione non riflette ancora la messa in sicurezza dei conti italiani». «Io sono più fiducioso dei mercati e credo che al termine di questo governo, molte cose saranno cambiate in Italia». Soprattutto, promette, «il sistema politico sarà più civile, disteso e pacato rispetto agli ultimi anni».</p>
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		<title>PD ambiguo su Lombardo Regione, rischio bancarotta</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 05:53:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Il Partito Democratico deve uscire da un equivoco, non può essere un partito di lotta e di governo. Alla Regione stanno con Lombardo alla Regionee poi ‘sputano’ sul governo Lombardo da Palermo”. Giampiero D’Alia, coordinatore regionale dell’Udc, commenta così l’esito del tavolo delle primarie del centrrosinistra a margine della conferenza stampa indetta a Palazzo dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il Partito Democratico deve uscire da un equivoco, non può essere un partito di lotta e di governo. Alla Regione stanno con Lombardo alla Regionee poi ‘sputano’ sul governo Lombardo da Palermo”. Giampiero D’Alia, coordinatore regionale dell’Udc, commenta così l’esito del tavolo delle primarie del centrrosinistra a margine della conferenza stampa indetta a Palazzo dei Normanni per denunciare il rischio default della Regione. ”L’Udc vuole costruire una larghissima coalizione per Palermo: la città ha disperato bisogno di un grande piano di risanamento economico, ci sono problemi reali da affrontare. Purtroppo – ha aggiunto D’Alia – il centrosinistra da cinque mesi parla solo di ‘primarie si’, ‘primarie no’.  Ci dispiace che il centrosinistra si sia chiuso in vecchi schemi che sono destinati a farli perdere”. Insomma, l’Udc sta a guardare, si aspetta “che Orlando si ritiri o che faccia le primarie e che il Pd ritiri il suo sotegno al governo regionale, per coerenza con quanto deciso ieri”, continua a parlare con tutti (“col Pd, col Pdl, perfino con l’Mpa, pensa un po’”, scherza D’Alia) e spera ancora di costruire una larga alleanza che rompa gli schemi tradizionali sul modello del governo Monti. Intanto, però, i casiniani lanciano l’allarme sullo stato dei conti della Regione in vista dell’approvazione del Bilancio. “La Sicilia deve scongiurare la bancarotta e approvare misure efficaci che evitino alla Regione di trovarsi nella situazione della Grecia”, dice D’Alia, che ha presentato le proposte del partito per la finanziaria. D’Alia ha fatto notare come la situazione della Regione sia emergenziale: “Basta pensare – ha detto il leader centrista – che  le ultime tre leggi approvate dall’Ars, che puntano a crescita e sviluppo, sono state impugnate dal commissario dello Stato perché si ritiene che non vi siano le risorse per coprirle. “Sul fronte della spesa sanitaria mancano all’appello circa 700 milioni di euro e ci sono spese per circa 1 miliardo e 600 milioni che non hanno una copertura reale. Ed è già aumentata la pressione fiscale sui cittadini con n aumento dell’addizionale Irpef regionale di 140 milioni di euro”, ha detto il senatore, che ha sintetizzato le proposte dell’Udc tra le quali il taglio dei costi dell’Ars, il blocco degli aumenti contrattuali, il recepimento delle decisioni del governo Monti sugli enti intermedi. “Servono riforme di carattere strutturale – ha detto D’Alia -. Oggi iniziamo un confronto che ci auguriamo non parta l’ultima settimana prima dell’approvazione del Bilancio. Non accettiamo che si scarichi sul governo centrale tutto il peso della responsabilità”. L’Udc propone, tra le altre misure, una riduzione di almeno il 5 per cento delle assegnazioni all’Ars, con un risparmio di 8 milioni, un risparmio da 170 milioni derivante dal blocco degli aumenti contrattuali e di 5 milioni dal taglio di alcuni benefits per il personale regionale, un altro taglio da 150 milioni per l’acquisto di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione e 100 milioni si potrebbero risparmiare tagliando i contributi a pioggia a enti, fondazioni e associazioni. Una parte delle somme risparmiate si potrebbero investire in misure a sostegno dello sviluppo, con sgravi a sostegno di chi investe. Altri 250 milioni di risparmio deriverebbero dall’abolizione delle Province. Se il governo recepirà queste istanze, potrà essere questo il viatico per un ritorno in maggioranza dell’Udc? ? “Se fanno queste cose hanno i nostri voti gratis, non ci serve un assessore, costiamo poco”, scherza D’Alia.</p>
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